Tutto Grillo in 20 punti. Il programma completo. Utopia o realtà?

grillo in 20 puntiContinua lo “Tsunami Tour” di Beppe Grillo che lancia, da Padova, la sua ricetta per far uscire dal buio l’Italia.  Ecco l’agenda Grillo, comparsa in un post pubblicato sul suo blog, nel quale invita gli italiani a dire “basta a questo sistema marcio”. Grillo in 20 punti riassume il suo programma, dove c’è l’abolizione dell’Imu e di Equitalia, accesso gratuito a Internet, una sola rete tv, reddito di cittadinanza.
Grillo chiede agli italiani per dire “basta”. “Questa commedia deve finire o finirà il Paese. Non abbiamo più tempo, dobbiamo mandarli tutti a casa”.

I VENTI PUNTI DEL PROGRAMMA M5S

  1. Reddito di cittadinanza – Si tratta di una forma di sostegno economico che possa garantire i bisogni primari della persona. Una specie di sussidio, un reddito base universale per tutti sufficiente a vivere.
  2. Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa – Misure urgenti per aiutare i piccoli e medi imprenditori, strozzati soprattutto dal peso fiscale. Una tassazione troppo alta che deve essere ridotta. In passato Grillo aveva parlato di volere una banca di Stato che faccia micro credito alle piccole e medie imprese e attribuire il marchio Made in Italy alle aziende che producono solo sul suolo italiano.
  3. Legge anticorruzione – La corruzione non è solo un malcostume ma un danno incalcolabile per l’economia dell’Italia. Nell’agenda Grillo è fondamentale rivedere e potenziare l’articolo 416 del codice penale e fare in modo che tutte le fattispecie di corruzione vengano punite.
  4. Informatizzazione e semplificazione dello Stato – Tema molto caro a Grillo che grazie al web (e a Casaleggio) ha creato la sua fortuna. Necessario dunque informatizzare lo Stato, con relativa semplificazione dell’apparato burocratico e accesso gratuito alla Rete.
  5. Abolizione dei contributi pubblici ai partiti – Il M5s è da sempre contrario al finanziamento pubblico dei partiti. Basti pensare alla rinuncia di 800 mila euro da parte dei grillini dell’Assemblea regionale siciliana, dopo le ultime elezioni nell’isola. La politica deve essere un impegno civile, non un lavoro.
  6.  Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni – Altro che redditrometro, qui serve uno strumento per calcolare e verificare come i politici si sono arricchiti negli ultimi decenni. Uno strumento capace di valutare la differenza tra ricchezza posseduta dai politici e dai funzionari pubblici dall’atto della loro nomina nell’arco degli ultimi vent’anni.
  7. Referendum propositivo e senza quorum – Bisogna creare uno strumento referendario capace davvero di dar voce ai cittadini. Il Referendum nel nostro Paese è un’arma che non fa paura a nessuno perché oltre a quello costituzionale, il secondo tipo è quello abrogativo (e richiede il quorum, il voto del 50% degli aventi diritto al voto) limitando la sua efficacia a favore del fronte del NO.
  8. Referendum sulla permanenza nell’euro – Saranno i cittadini a decidere se e come rimanere nell’Euro zona. Grillo dice di non essere contro l’Europa né contro l’euro, ma vuole che siano gli italiani a decidere con un referendum propositivo senza quorum.
  9. Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese – La Costituziona Italiana prevederebbe un istituto di democrazia diretta denominata iniziativa legislativa popolare, ma i testi vengono poi ignorati dal parlamento. Grillo chiede quindi l’obbligo di discutere in aula i testi che i cittadini inviano con le 350.000 firme raccolte.
  10. Unasolaretetelevisivapubblica,senzapubblicità,indipendentedaipartiti – L’informazione è un settore particolarmente caro e “bastonato” da Grillo. Bisogna ridurre la Rai ad una sola rete, senza pubblicità. La tv pubblica avrebbe di fatto costi ridotti da un miliardo e mezzo di euro a trecento milioni liberando sul mercato un miliardo di pubblicità.
  11.  Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato – Nessun listino, nessuna segreteria politica che possa decidere chi sale e chi no al Parlamento. Grillo chiede l’elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato.
  12. Massimo di due mandati elettivi – Due mandati, poi a casa. Sarà valido per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica. Non più “mandati a vita”, né deroghe: via i vecchi dinosauri.
  13. Legge sul conflitto di interessi – Una legge che la sinistra non è stata capace di approvare (o forse non ha voluto) nemmeno quando era al governo. Grillo la inserisce nella sua agenda e vuole farla.
  14. Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica – Non si può tagliare la spesa sulla sanità e la cultura. Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Ssn universale e gratuito; promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, separare le carriere dei medici pubblici e privati. Sulla seconda questione Grillo dice che le risorse finanziarie dello Stato devono essere erogate solo alla scuola pubblica e che serve una graduale abolizione dei libri di scuola stampati, a favore di quelli digitali.
  15. Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali – Ancora informazione, ancora finanziamenti. Il rapporto tra Grillo e la “casta” dei giornalisti non è mai stato buono. Non solo via i finanziamenti (da capire come potrebbero sopravvivere molti giornali, soprattutto cartacei, vista la crisi che investe il settore) ma anche l’Ordine dei Giornalisti.
  16. Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza – Una cittadinanza digitale per nascita che garantisca l’accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano.
  17. Abolizione dell’IMU sulla prima casa – Non c’è una solo candidato che non prometta di togliere l’Imu (Monti ha parlato di cambiarla). Grillo boccia la legge varata dal Professore e promette di abolirla.
  18. Non pignorabilità della prima casa – La prima casa deve essere impignorabile come bene primario.
  19. Eliminazione delle province – Il precedente governo non è riuscito ad approvare il taglio delle province. Per Grillo l’abolizione è fondamentale: le province italiane sono 110 e costano al contribuente circa 17 miliardi di euro.
  20.  Abolizione di Equitalia – Secondo il comico va chiusa. Bisogna trattare direttamente con i cittadini per risolvere una situazione che ha portato la gente al lastrico e, in alcuni casi, al suicidio.

 

Redazione

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