Tutela dei Beni Culturali con il Progetto MAMBA

MAMBA, un progetto per il monitoraggio ambientale per la conservazione dei Beni Culturali in ambito museale, bibliogrfico e archivistivo. L’Ingegnere Violanti: “L’intento è ridurre il degrado in cui l’opera va incontro”. Monitorato anche l’Ipogeo dei Volumni

di Fabrizio Giona

Beni Culturali

ROMA – I Beni Culturali rappresentano una delle punte di diamante dell’Italia. Monumenti, edifici storici, musei, siti archeologici e di rilevanza storico-artistica, tutte attrazioni che portano alle casse dello Stato milioni di euro grazie al turismo, ma che al contempo hanno un costo non indifferente, per quanto riguarda la loro restaurazione e conservazione.

Molto delicata è poi la situazione del Patrimonio bibliografico e archivistico, anch’esso in continuo bisogno di restauro. Tanti i provvedimenti presi in questi anni proprio per la sua tutela, molti i progetti a sostegno delle attività di salvaguardia ad opera del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Tra questi spicca il Progetto MAMBA.

MAMBA è un progetto di ricerca scientifica finalizzato all’implementazione di tecniche per il monitoraggio ambientale, la valutazione e la diagnostica dello stato di conservazione dei Beni Culturali in ambito museale, bibliografico ed archivistico. È nato all’interno delle Attività di Ricerca del Dipartimento di Scienze Moderne della Libera Università Telematica Arti e Scienze Moderne (LUniASM) e prende le mosse da un brevetto personale dell’Ingegnere Valter Violanti, Presidente C.T.O. LUniASM nonché responsabile del progetto.

“Attraverso un sistema di impianti, un modello di calcolo matematico-gestionale e un centro remoto di elaborazione dati – afferma l’Ingegner Violanti – noi controlliamo che le condizioni ambientali presenti nella struttura ospitante il ‘bene’ siano comprese entro determinati standard che assicurano la conservazione delle opere, con l’intento di ridurre il degrado in cui l’opera stessa va incontro. Il sistema che supporta il progetto – continua Violanti – viene localizzato sulla sede dell’Ente, ‘contenitore’ dei beni culturali; l’impianto memorizza i dati che poi vengono trasmessi al centro di elaborazione. In questo modo è possibile valutare l’efficienza e la funzionalità, sia dal punto di vista strutturale che impiantistico, del ‘contenitore’ del bene, quindi la sua attitudine a contenere e conservare in maniera ottimale l’opera”.

Il progetto MAMBA prende avvio nel 2002, a seguito della pubblicazione, ad opera del Ministero dei Beni Culturali, del Decreto n. 238 del 10 maggio 2001 “Atto di indirizzo sui criteri tecnico scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei”, seguito poi dal Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 recante il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”. Negli anni 2006-2007 il progetto è stato poi rielaborato e riorganizzato, ereditando tutto ciò che era stato fatto e rilevato in precedenza.  

Ipogeo dei Volumni

MAMBA è attuato sul tutto il territorio nazionale ma vede una ricca attività soprattutto nel Lazio. Al momento sono 19 gli enti che hanno aderito; di questi, 17 sono del Ministero. “La cosa più importante – spiega l’Ingegner Violanti – è che per gli Enti che aderiscono è tutto completamente gratuito in quanto il progetto si fonda esclusivamente sull’apporto dei privati (non ricevendo sovvenzioni pubbliche).

Tra i tanti Enti, MAMBA ha monitorato anche l’Ipogeo dei Volumni, la tomba etrusca scoperta il 4 febbario del 1840 (a sud-est di Perugia in località San Giovanni), che verrà festeggiata in occasione del convegno “L’Ipogeo dei Volumni. 170 anni dalla scoperta”, in programma il 10 e l’11 giugno a Perugia. Nel corso della manifestazione verranno illustrati i dati della scoperta, attraverso i documenti d’archivio, oltre agli aspetti archeologici e quelli legati alla conservazione. In questa occasione interverrà anche L’ingegnere Valter Violanti che illustrerà i risultati del monitoraggio ambientale nell’Ipogeo: “I dati che noi presenteremo sono solo un sunto di tutta quella che è l’opera di monitoraggio che abbiamo realizzato. I risultati integrali verranno pubblicati a breve in un volume insieme alla Sovraintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria”.

Per tutti coloro che vogliono acquisire maggiori informazioni sul progetto MAMBA http://www.progettomamba.uniasm.it/

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