Turisti per solidarietà

Turismo Solidale

Turismo Solidale

Un modo completamente diverso di concepire la vacanza e il mondo, una possibilità di interagire con persone e luoghi culturalmente diversi dal nostro, un accrescimento delle proprie conoscenze personali e  sociali per magari partecipare e contribuire alla realizzazione di un progetto internazionale: ecco la vacanza solidale, il nuovo modo di essere turisti.

Ma chi è il turista solidale? Si tratta di tutti coloro che contribuiscono attraverso il proprio lavoro, a realizzare concretamente progetti di aiuto e collaborazione in tutto il globo terrestre, soprattutto in quei paesi che presentano gravi necessità strutturali e di sviluppo.

Situazioni importanti di cui troppo spesso i media non si fanno portavoce, ma che hanno davvero bisogno di essere risolte. Ed è una pratica che ha iniziato ad essere largamente utilizzata dai giovani, sempre desiderosi di conoscere e guardare cose nuove con i propri occhi.

Attualmente sono molte le associazioni che si occupano di diffondere questo importante tipo di vacanza (figurano nell’elenco anche numerosi enti umanitari e organizzazioni no-profit senza alcun scopo di lucro), che proprio per questa finalità mettono a disposizione di chiunque intenda intraprendere questo particolare percorso formativo strutture e riferimenti necessari: non mancano infatti importanti informazioni culturali sulla zona in cui ci si reca ad operare, insieme ad aggiornamenti sulla flora e la fauna. Senza ovviamente trascurare tutte quelle notizie a carattere culturale (lingua, centri storici, situazione politica) che rappresentano senza dubbio un importante bagaglio da portare.

Ma quali sono le esperienze che si possono fare? In Italia si può innanzitutto partire dallo studio e dalla cura degli animali, come ad esempio nel Golfo di Corinto, dove si può fare la conoscenza dei delfini, lavorare sull’avvistamento dei cetacei e valutarne i comportamenti.

Il globo terrestre come emblema del turismo solidale

Il globo terrestre come emblema del turismo solidale

Oppure lavorare in una delle tante oasi del WWF a difesa della natura locale. Come altra alternativa ci si può recare in un agriturismo e partecipare al raccolto e alla produzione di confeture, miele, olio di oliva e vino.

Ma anche in tutto il mondo non mancano le occasioni, come ad esempio in Turchia (con scambi interculturali di tipo artistico) o altre ambite mete come la Thailandia o il Perù (i cui viaggi aiutano il finanziamento delle realtà locali), senza tralasciare l’India e l’Africa in cui si passa al vero e proprio attivismo umanitario, ma anche ai capi e alle merci del commercio equo solidale.

Fare il turista solidale non è tuttavia solo lavorare duramente, in quanto proprio le varie organizzazioni (ne citiamo qualcuna anche se l’elenco è molto vasto: Projects Abroad, Gap Year, Wep, OIKOS) coniugano l’esperienza del volontariato con attività turistiche: tutto secondo la logica del dovere si, ma anche il piacere vuole giustamente la sua parte.

Adriano Ferrarato

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