Turismo a 4 zampe: quando Fido va in vacanza

Un sito internet per sensibilizzare, informare e prevenire l’abbandono degli animali

di Mara Guarino

Cani rinchiusi in un canile dopo l'abbandono

Sono circa 135mila gli animali abbandonati in Italia ogni anno. Un fenomeno di proporzioni devastanti che,  complici le partenze per le località vacanziere, si acuisce durante il periodo estivo. Gatti, cani ma anche esemplari di specie esotiche, lasciati sulle strade o nei boschi, non appena la loro presenza diventa troppo “ingombrante” per i loro – incivili – padroni.

Perché di un vero e proprio atto di inciviltà si tratta, un gesto rischioso e, non solo per le indifese bestiole, nella maggior parte dei casi condannate a morte certa dal gesto, ma anche per gli altri cittadini. Basti pensare che nei soli mesi di giugno, luglio e agosto sono almeno un centinaio gli incidenti stradali causati dai randagi che vagano sulle carreggiate. E i risvolti socio-economici del fenomeno non sono certamente meno rilevanti: il randagismo reca infatti un forte danno di immagine alle attività turistiche.

Purtroppo a poco è servito finora rendere abbandono e maltrattamenti dei reati perseguibili per legge con la reclusione o con ammende pecuniarie fino ai 10.000 euro, anche se da pochissimo il nuovo Codice della Strada ha introdotto un importante articolo che trasforma in reato l’omissione di soccorso agli animali coinvolti in incidenti. Di qui, l’importanza delle numerose campagne di sensibilizzazione condotte periodicamente da associazioni animaliste che, come la LAV, si battono da tempo per il rispetto dei diritti degli animali.

Ma spot e manifesti non possono bastare. Per queste ragioni, il ministro del Turismo Michela Brambilla ha deciso di puntare maggiormente sul web, divenuto essenziale protagonista del progetto “Turismo a 4 zampe”. Punto cardine della recente iniziativa è proprio un portale on-line attraverso il quale ricercare alberghi, campeggi, spiagge in cui sia possibile portare con sé i propri amici a 4 zampe. Il sito seleziona autonomamente le sole strutture esenti da divieti o limitazioni, uno dei principali alibi di quei proprietari sconsiderati che scelgono la via dell’abbandono.  A disposizione, sempre in rete, anche un avvocato e un veterinario virtuali, pronti a dispensare consigli utili – e gratuiti –  a chiunque abbia bisogno di una consulenza.

E’ tuttavia lo stesso ministro Brambilla che ci tiene a precisare come il programma non si risolva in un semplice censimento telematico degli hotel animal-friendly della penisola. L’intento è quello di promuovere una nuova cultura dell’amore e del rispetto, con una strizzata d’occhio all’impatto commerciale della nuova strategia. “Valorizzare queste strutture significa rendere ancora più appetibile l’offerta turistica del nostro Paese” spiega la Brambilla, che ha così istituito il premio “Accoglienza Bestiale”. Il riconoscimento sarà per l’appunto assegnato alle aziende turistiche che mostreranno particolare impegno nell’adesione alle linee guida della campagna.

Sono spesso i divieti a scoraggiare

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la pubblicità progresso abbinata all’iniziativa: il ministero del Turismo ha scelto infatti uno spot meno crudo del consueto, nel quale non si vedono animali maltrattati ma un cane ed un gatto che viaggiano felicemente insieme ai propri padroni. Il tutto in versione cartoon.

Si potrebbe rimproverare alla scelta di un cartone animato una mancata aderenza alla realtà, decisamente meno “soft”.  In realtà, non si tratta che della prima tappa di un progetto più ampio, volto alla risoluzione, o quantomeno al contenimento, di alcune problematiche, decisamente reali e concrete, riguardanti il rapporto col mondo animale. Abolizione della caccia e lotta alla vivisezione sono solo alcuni dei punti caldi del manifesto “La coscienza degli animali”, presentato agli inizi dell’estate dalla Brambilla, in collaborazione con il professor Umberto Veronesi.

Molti gli esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo che si sono già fatti portavoce del manifesto.  Nella speranza che i suoi principi facciano breccia anche sull’opinione pubblica e si trasformino presto in legge.

Foto | via www.sxc.hu

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