Turchia: la sovranità della Siria va rispettata

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Erdogan (dirittiglobali.it)

Il primo settembre 1939 è un giorno particolarmente importante della storia contemporanea: la Germania nazionalsocialista di Adolf Hitler invase la Polonia. Cominciò così la seconda guerra mondiale.

Il 13 febbraio 2016 non è cominciata la terza guerra mondiale, ma è accaduto un altro fatto grave: la Turchia di Recep Tayyip Erdogan ha bombardato uno Stato sovrano: la Siria. Come riporta il DailyMail (ecco il link) il primo ministro turco Davutoglu ha confermato che sabato le forze turche hanno colpito, nel nord della Siria, obiettivi del Ypg, l’unità di protezione popolare curda. Non solo, la Turchia ha anche chiesto ai curdi di ritirarsi dalla zona. I curdi in questione non sono terroristi, ma uomini e donne in prima linea nella lotta contro l’autoproclamato Stato Islamico. Sono i curdi del Ypg che hanno liberato la città di Kobane – situata nel nord della Siria non lontano dal confine con la Turchia – dai tagliagole.  Se Erdogan proprio non ce la faceva a resistere all’impulso di bombardare la Siria, almeno avrebbe potuto mettere l’Isis nel mirino, e non chi combatte il califfato nero rischiando ogni giorno la vita.

Quella della Turchia è stata un’azione militare a dir poco criticabile. La Siria, infatti, è uno Stato sovrano e il diritto internazionale prevede che uno Stato terzo possa usare la forza all’interno di uno Stato sovrano solo quando lo Stato terzo ha l’assenso dello Stato sovrano (è il caso, ad esempio, della Russia che bombarda in Siria con il benestare di Damasco). Ma la Turchia non ha ricevuto nessuna autorizzazione da parte di Bashar al-Assad, il Presidente siriano. Inoltre, il comportamento della Turchia è ancora più preoccupante se si ricorda come reagì la Turchia stessa quando, nel novembre 2015, un aereo russo violò lo spazio aereo turco: l’aereo venne abbattuto. Perché Erdogan ci tiene così tanto a far rispettare la propria sovranità nazionale mentre viola quella della Siria con tale noncuranza?

A onor del vero i turchi non sono i primi a violare la sovranità siriana. Nell’autunno 2015 la Francia bombardò la Siria senza alcuna preventiva autorizzazione da parte di Damasco o dell’Onu. In quel caso, così come oggi con la Turchia, la comunità internazionale non ebbe nulla da ridire a Parigi. E nessuno ha fatto notare all’Arabia Saudita che quanto ha minacciato negli ultimi giorni (un intervento in Siria via terra) sarebbe un altro atto incredibilmente grave.

Si è arrivati a questo punto: gli alleati dell’Occidente (l’Arabia Saudita è una storica alleata degli Stati Uniti e la Turchia è un paese membro della Nato e candidato ad entrare nell’Unione europea) possono fare tutto, anche violare (o minacciare di violare) la sovranità di un altro paese non filo-americano. Chi non dice nulla (ong e mezzi d’informazione) è complice.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: dirittiglobali.it

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Una risposta a Turchia: la sovranità della Siria va rispettata

  1. avatar
    Pierpaolo 15/02/2016 a 09:04

    Sahib Obama telefona riempendosi la bocca di collaborazione e di pace nel mentre l’askaro Erdogan invade ed uccide bombardando la Siria.
    Questa è la NATO.

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