Turchia, RT chiama l’ONU a proteggere i curdi

Civili curdi dopo un bombardamento (www.cizre.tv)

Civili curdi dopo un bombardamento (www.cizre.tv)

Mosca – Mentre si apprende che l’UE è pronta a proporre ad Ankara un pacchetto di misure per i migranti, in Russia una delle maggiori emittenti del Paese mette a nudo una delle vergogne turche: le stragi di curdi. Russia Today ha lanciato ieri l’hashtag JusticeForKurds con una raccolta di firme su change.org per mostrare la tragedia della minoranza curda nel Paese della mezzaluna. L’obiettivo è richiedere a gran voce l’intervento dell’Onu che sonnecchia sulla questione.

I FATTI DI CIZRE – L’emittente televisiva russa parte dai fatti e cioè dai bombardamenti di civili avvenuti a Cizre, nella provincia del Sirnak, negli ultimi mesi. Nel report dell’inviato sul posto girato a febbraio, risultano oltre 150 le vittime civili abbattute dai bombardamenti turchi nella regione. La città appare distrutta come Aleppo nella vicina Siria e tutto sembra tranne che uno stato in pace.

LA CHIAMATA ALLE ONG E ALL’UNHCR – Il report è stato trasmesso alle principali ONG: Medici senza frontiere, la Croce rossa internazionale, Amnesty International, Human Right Watch e l’Alta Commissione Onu per i diritti umani (OHCHR).  Le risposte sono state tutte molto simili, tra chi non ha più un ufficio turco come la Croce Rossa, chi non risponde come Medici senza frontiere, chi non può rispondere e declina l’offerta come Amnesty e infine l’OHCHR che ammette la propria difficoltà nel rilasciare commenti. Insomma, una situazione limite per la quale nessuno sembra volere e potere prendere impegni.

Il muro di Nicosia, altra questione spinosa per l'UE e la Turchia (commons.wikimedia.org)

Il muro di Nicosia, altra questione spinosa per l’UE e la Turchia (commons.wikimedia.org)

LA RISPOSTA DI ANKARA - Per voce del proprio ministro dell’interno, Efkan Ala, il governo di Recep Tayyip Erdogan risponde ai giornalisti russi con un comunicato, nel quale si afferma che il governo turco continuerà «Le operazioni contro il PKK in quanto sono necessarie a garantire la pace nella regione». La motivazione ufficiale è quindi legata al terrorismo curdo accusato anche dell’ultima strage di due giorni fa compiutasi ad Ankara.

RIFLESSIONI DA FARE – Appare evidente che l’azione turca rappresenta una delle questioni più spinose per la politica internazionale tutta. Da un lato l’UE che preme per risolvere una sempre più drammatica crisi dei migranti ma che non può ignorare, come sta in pratica facendo, i comportamenti del governo turco nei confronti della minoranza curda, di Cipro o dei propri giornalisti. Dall’altra vi è la Russia con Iraq e Siria che guardano con molta attenzione le mosse di Ankara. Nel frattempo l’hashtag e la campagna di RT sono partiti, vedremo se arriveranno ai piani alti del palazzo di vetro.

Domenico Pellitteri

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