Turchia: niente prestiti agli studenti che protestano

turchia (blogo.it)

Gli scontri in piazza Taksir hanno occupato la cronaca estera recente

Ankara – Mentre la Turchia si scopre improvvisamente più debole, e le proteste di piazza non accennano a terminare sull’onda di quelle iniziate contro la demolizione di Gezi Park, il governo di Recep Erdogan scaglia un nuovo, durissimo colpo nei confronti della libertà di espressione del popolo turco.

Con una decisione (non) a sorpresa, l’Istituto per i prestiti per l’educazione superiore (Kyk) ha stabilito che tutti coloro che parteciperanno a «resistenze, boicottaggi, occupazioni, scrittura e pittura in spazi pubblici, intonando slogan o compiendo atti simili» non potranno accedere ai prestiti di tipo scolastico per il sostegno dell’istruzione. In particolare, questi perderanno il diritto di ricevere prestiti in quanto le attività che compiono sono «violazioni del diritto all’istruzione».

L’atto ufficiale sarebbe, secondo alcuni quotidiani vicini all’opposizione turca, solo una messa in primo piano di regolamenti lesivi della libertà degli studenti, presenti nei gangli della burocrazia del Kyk da anni. Tuttavia, lo stesso sito ufficiale dell’Istituto («Borse di studio e crediti esteri, ostelli degli studenti e informazioni sui prestiti», come si legge nel banner informativo), non riporta al momento questi criteri e condizioni per l’accesso ai finanziamenti.

Il comunicato specifica, nel dettaglio, che la perdita dei finanziamenti avviene all’accadere dei seguenti eventi: «Nelle istituzioni educative frequentate, negli annessi quali dormitori studenteschi, fuori dalle sedi scolastiche e dai dormitori, individualmente o collettivamente, in qualunque forma, coloro che sono coinvolti in eventi di anarchia e terrorismo, che partecipano a comportamenti che violano il diritto all’educazione (resistenze, boicottaggi, occupazioni, scrittura e pittura in spazi pubblici, intonare slogan eccetera), se tentati parzialmente o portati a compimento».

Non sarà, dunque, l’atto compiuto a decretare la privazione del fondo scolastico, ma anche solo il compimento parziale, ovvero il tentativo, o la partecipazione diretta e indiretta ad attività altrui. Uno schiaffo, l’ennesimo, ai protestanti e alle legittime richieste che, nei scorsi mesi, hanno provocato la morte di 5 persone e il ferimento di altre 3000.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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