Turchia, continuano i delitti d’onore

Vite di donne soffocate per sempre sotto il peso della violenza domestica in Turchia: 953 vittime negli ultimi sette mesi

di Silvia Nosenzo

Si è creduto che non uccidere fosse un divieto, invece era una scoperta”.

1230420_blue_mosque_istanbulQuesto fraintendimento denunciato da Stanislaw Jerzy Lec continua ancora, come se in un mondo che ci appare ostile e incerto, la rinuncia alla violenza potesse ulteriormente indebolirci.

Turchia: nei primi sette mesi di quest’anno sono state uccise 953 donne, mediamente quattro al giorno, con un incremento del 1400% rispetto al 2002. Un dato allarmante fornito in questi giorni dal ministro della giustizia turco Sadullah Ergin, in risposta ad una interrogazione presentata in Parlamento dalla deputata Fatma Kurtulan del Partito per una Società Democratica (Dtp, filo-curdo).

Il 3 marzo di quest’anno il corpo di una ragazza, Munevver Karabulut, è stato ritrovato a pezzi in una valigia per le strade di Istanbul. Semse Allak è morta lapidata l’anno scorso per aver disonorato la sua famiglia: stuprata da un uomo e costretta a sposarlo una volta scoperta la sua gravidanza, Allak è stata uccisa dopo che il consiglio della tribù ha ritenuto che la vergogna era troppo grande da sopportare.

donne-islam2 (2)E la lista è lunghissima: appuntamenti, disobbedienza, vestiti “indecenti” e persino una maliziosa indiscrezione possono portare a una sentenza di morte per una donna in Turchia, un paese laico che da sempre vanta la sua capacità di tener separate la sfera religiosa e quella politica.

La domanda allora sorge spontanea: da dove nasce e come si giustifica tutta questa violenza?

Alcuni pensano che sia una manifestazione di irrinunciabili identità religiose. Ma di sicuro non sono legittimate dal Corano: il libro sacro dell’Islàm, infatti, attribuisce alla donna la stessa dignità del’uomo: “Fa parte dei Suoi segni l’aver creato per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono” (Santo Corano, 30:21).

104715_girl_3In realtà, la vera logica che si cela dietro tante uccisioni di donne è quella del clan: la Turchia, nonostante la sua laicità costituzionale, rimane un paese con una un sistema patriarcale, paternalista e patrimoniale, basato su una concezione distorta di ideali quali l’onore. Quando una donna non agisce secondo l’ideologia comune, viene etichettata come “senza onore” e la vergogna ricade su tutta la sua tribù, portando potenzialmente a conseguenze mortali: gli uomini si arrogano il diritto di ucciderle per evitare la vendetta del clan, indignato da un comportamento non consono alle sue leggi.

Rimane il dubbio che anche noi viviamo in una società con una democrazia solo di facciata, poiché ascoltiamo con indifferenza queste storie di violenza, quasi come se ancora oggi ci sembrasse inevitabile.

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