Turchia abbatte mig siriano. Una strategia di Erdogan per le elezioni?

L’abbattimento del velivolo potrebbe far parte di uno stratagemma di Erdogan per allontanare le accuse di corruzione

erdogan

L’abbattimento del mig siriano

Venti di guerra tra Turchia e Siria. Domenica scorsa infatti, un’aereo siriano è stato abbattuto in una zona di confine tra i due Paesi. L’aereo a quanto sembra stava bombardando una zona vicino al confine turco nel quale si trovavano dei ribelli jihadisti contrari al regime di Assad. Immediate le accuse di Damasco, che hanno considerato il fatto come un atto di guerra.

L’ABBATTIMENTO DEL MIG - Secondo una ricostruzione attendibile dei fatti, due aerei siriani si trovavano a sorvolare lo spazio aereo dell’area di Kassab, nel nord-est del Paese, vicino al confine turco. Secondo fonti militari siriane, i due caccia avevano il compito di colpire delle postazioni di ribelli che cercavano di mantenere il controllo su un valico di frontiera di importanza strategica. Secondo fonti turche però, i velivoli avrebbero sconfinato nel loro spazio aereo. La difesa turca avrebbe contattato via radio i piloti, intimando loro di allontanarsi immediatamente. In seguito a questa comunicazione un pilota avrebbe girato il suo aereo e se ne sarebbe tornato nello spazio aereo siriano, mentre il secondo avrebbe rifiutato di seguire l’intimazione. La risposta della contraerea turca non si è fatta attendere e ha colpito il mig siriano abbattendolo. Il pilota è comunque riuscito a salvarsi, gettandosi in tempo con il paracadute. Un dettaglio non privo di importanza è che il mig è caduto in territorio siriano, non è dunque chiaro se si trovasse effettivamente nello spazio aereo del Paese vicino.

UNA TENSIONE CHE DURA DA ANNI -  In realtà non si tratta del primo abbattimento in quella zona di confine. Nel 2012 un caccia turco era stato abbattuto dalla contraerea siriana per aver sconfinato. In quell’occasione Erdogan aveva minacciato di attaccare militarmente la Siria come ritorsione, ma alla fine aveva vinto la diplomazia. Nel 2013 è stata invece la contraerea turca ad abbattere un elicottero militare siriano che si era avvicinato troppo al confine. La situazione è insomma molto tesa.

LE ACCUSE DI DAMASCO - Il presidente siriano Assad ha criticato duramente l’abbattimento del velivolo, definendolo «una aggressione ingiustificata» al suo Paese. Assad ha anche accusato Erdogan di aver dato man forte agli insorti, anche con l’uso di esercito e carri armati e di aver usato la linea dura con il presunto sconfinamento del mig, per spostare l’attenzione del suo popolo dai recenti scandali che lo hanno investito a una settimana dalle elezioni.

Erdogan

La coda del mig abbattuto

 LA STRATEGIA DI ERDOGAN - Da parte sua Erdogan ha risposto elogiando l’operato della difesa e dell’aeronautica militare turca. In effetti il premier turco è invischiato in una storia di corruzione, che ha cercato di mettere a tacere censurando internet e bloccando tutti i social media, tra cui Facebook e Twitter. In una situazione simile non appare del tutto ingiustificata l’accusa di scontrarsi con la Siria per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica. In questa situazione potenzialmente esplosiva, si aspetta il risultato delle elezioni turche del 30 marzo. Se Erdogan dovesse perdere lo scontro politico nel suo Paese, i rapporti con la Siria potrebbero subire una normalizzazione che allontanerebbero, per il momento, l’ipotesi di una guerra.

Andrea Castello

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