Tunisi: per fermare l’Isis non basta una marcia

isis

Dopo quella dell’11 gennaio a Parigi, ieri c’è stata una nuova grande marcia contro il terrorismo a Tunisi, luogo dell’attacco al museo del Bardo rivendicato dall’Isis. C’erano, fra gli altri, anche il Presidente francese François Hollande ed il presidente del Consiglio Matteo Renzi. In teoria la manifestazione avvenuta in Tunisia doveva servire per dire che il mondo non si arrende all’Isis e a tutto il terrorismo. Ma sarebbe bene chiedersi se non sia stata una giornata utile non per il processo di pace ma soltanto ai fotografi e ai giornalisti.

OLTRE LA RETORICA - È difficile, se non impossibile, non condividere le parole di Renzi:«La Tunisia non è sola. Siamo qui accanto alle autorità tunisine per dire che non la daremo vinta ai terroristi e continueremo a combattere per gli ideali di pace, libertà e fraternità ovunque». Ma cosa fa l’Italia e l’occidente in generale per contrastare l’Isis?

 

QUALI AIUTI? - Si dirà: i droni hanno bombardato alcune postazioni dell’Isis. Verissimo, ma così i tagliagole si possono rallentare, non certo fermare. Gli unici che finora hanno fatto veramente arretrare l’Isis sono stati i curdi i quali, eroicamente, hanno cacciato i miliziani del califatto nero da Kobane. Ecco, se l’occidente avesse voluto fare qualcosa di concreto, avrebbe potuto mandare degli aiuti degni di questo nome ai peshmerga, allo Ypg e al Ypj.

Il vero paradosso, però, è che per anni l’occidente ha fatto guerre inutili e dannose (Iraq, Afghanistan, Libia) mentre adesso che un’operazione militare sarebbe urgente, si preferisce stare con le mani in mano. Ormai l’Isis è arrivato sulle coste del Mediterraneo, a pochi chilometri dall’Italia. Sarebbe il caso che l’occidente ne prendesse atto e agisse di conseguenza. Sia chiaro, non si tratta di un’operazione facile anche perché oltre la pericolo esterno c’è anche quello interno (gli autori della strage di Charlie Hebdo erano francesi), ma almeno si inizierebbe a fare qualcosa invece di stare aspettare il prossimo attentato e la prossima marcia.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: ilmattino.it

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