Trump ‘persona dell’anno’ su Time: su Twitter ‘come Hitler nel ’38′

Con la nomina di 'persona dell'anno' della rivista americana Time, impazza sui social l'analogia tra Trump e il führer tedesco. È boom di commenti indignati

trump-hitler

Il nome del vincitore sarà annunciato soltanto mercoledì prossimo. Ma ufficiosamente è già di dominio pubblico. La “persona dell’anno”, scelta tradizionalmente dal magazine americano Time per questo 2016 ormai agli sgoccioli, è Donald Trump. Secondo la direttrice della rivista, Nancy Gibbs, il tycoon avrebbe vinto i concorrenti –  personaggi del calibro di Vladimir Putin, Mark Zuckerberg, il presidente turco Recep Tayyip Erdopgan e il premier indiano Narendra Modi – poiché «ha sfidato tante aspettative, ha rotto tante regole e ha sconfitto due partiti politici. Nel mondo politico americano – ha aggiunto – non si è mai vista una persona che sia emersa in modo così poco convenzionale».

Peccato che i più, però, siano apertamente in disaccordo con la scelta della Gibbs. Decisione, questa, che l’utenza social ha ridefinito, in chiave ironica velata di acre disapprovazione, come un’analogia con quanto accaduto in passato, quando sulla copertina del Time ci finì un altro personaggio altrettanto “scomodo”. Era il 1938 e il suo nome era Adolf Hitler.

CINGUETTII IN COLLERA – «È un grande onore – ha commentato Trump al programma Today della Nbc – significa molto». E su questo il presidente non ha poi tutti i torti. Un significato ce l’ha di certo. Se non altro, perché l’intento del magazine è proprio quello di  riconoscere l’ascendente di una personalità sulla storia sociale e politica del mondo. Ed un’influenza, nel bene o nel male, c’è stata.

Ma a molti, probabilmente, il “purchè se ne parli” libero da barriere morali, legali e civili proprio non piace. Questa la miccia dell’indignazione esplosa sul web. «Quindi per diventare “Persona dell’anno’” devi vomitare odio, essere razzista, mostrare di non sapere quel che stai facendo?», scrive un utente su Twitter. «Il programma politico di Trump somiglia molto a quello di Hitler ai suoi tempi», cinguetta un altro. «Odio, xenofobia, misoginia e paura: queste le caratteristiche del neo presidente americano», commenta un’altra. E poi ancora: «Time sta sostenendo la campagna di Trump»; «Come nel 1938. Anche se è innegabile la loro influenza»; «Time è troppo accomodante nei confronti di un misogino, razzista che sta riportando il mondo ai tempi dei regimi fascisti». «State promuovendo il male», aggiunge un altro usuer.

Insomma, tra chi mette in evidenza la somiglianza delle promesse fatte da Trump in campagna elettorale a quelle di Hitler, chi  fa un collage delle copertine di altri personaggi considerati spesso negativi: Stalin, Putin e ancora una volta il führer, e chi – addirittura – sostiene di aver interrotto l’abbonamento alla rivista per via di questa sua ultima pubblicazione, la polemica sembra raggiunto l’apice dello sdegno.

Antonietta Mente

@AntoMente

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