Troppa politica “uccide” il pensiero razionale

Dibattiti, scontri, elezioni: la politica è parte della vita. Ma troppa può danneggiarci

Dibattiti, scontri, elezioni: la politica è parte della vita. Ma troppa può danneggiarci

Avere una visione delle cose eccessivamente influenzata dalla propria appartenenza politica può influenzare negativamente la propria capacità di pensiero razionale. Addirittura, essere dei “radicali” del pensiero politico arriva a rendere difficoltosa anche la capacità di fare semplici operazioni matematiche.

La ricerca della Yale University, coordinata dal professor Dan Kahan e intitolata Motivated Numeracy and Enlightened Self-Government, si è svolta attraverso l’impiego di particolari sistemi matematici – come tavole numeriche da risolvere a mente – ai quali è stato affidato uno specifico significato politico in modo casuale.

In particolare, uno degli esperimenti ha riguardato la vendita delle armi, uno dei temi più scottanti nel dibattito politico statunitense, e come l’eventuale blocco alla vendita (possibilità questa quasi impossibile, per via del quinto emendamento della Costituzione Usa) possa portare alla riduzione del tasso di criminalità. Ebbene, diversi soggetti – con visioni politiche particolarmente radicate in ambo le direzioni, ovvero democratici e repubblicani – hanno iniziato a sbagliare calcoli elementari, convinti che rispondendo correttamente avrebbero tradito il loro credo e la loro ideologia politica.

Ignorare la realtà dei fatti – ovvero l’evidenza aritmetica del risultato, e dunque dell’ipotesi politica proposta dai ricercatori – pur di non ammettere di sbagliare su un determinato punto. Questa è, in sostanza, la conclusione alla quale sono giunti Kahan e la sua squadra, un risultato che svela molto dei meccanismi inconsci della mente umana e, soprattutto, come la politica influenzi in modo subdolo la capacità di discernimento razionale.

A risultati simili erano giunti, in tempi non sospetti, anche altri scienziati, come il professor Brendan Nyhan della Dartmouth University. Si tratta di un meccanismo simile a quello che regola i convincimenti religiosi: data una teoria inconfutabile (quella matematica, nel caso specifico), il cervello reagisce in maniera automatica pur di difendere le idee personali, contravvenendo alla difesa della verità che dovrebbe, almeno teoricamente, essere il cardine del ragionamento.

Il tutto avviene, in sostanza, inconsciamente e senza un intervento diretto della persona. A dimostrazione che le passioni e le idee sono utili da difendere e coltivare, ma quando vengono estremizzate portano a risultati scioccanti. In Italia, del resto, ne sappiamo qualcosa.

Stefano Maria Meconi

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