Trieste, presentato un libro a -329 metri

Circa trenta persone all'appuntamento sotterraneo lanciato da Pietro Spirito per presentare il libro "Nel fiume della notte"

Abisso di Trebiciano(www.gruppogrottetreviso.com)

Abisso di Trebiciano(www.gruppogrottetreviso.com)

Trieste – In pochi lo sanno ma a Trieste questa settimana è stato battuto un record: mai in Italia un libro è stato presentato a questa profondità dal livello del mare: 329 metri. Un evento molto particolare organizzato dal giornalista speleologo Pietro Spirito, autore del libro “Nel fiume della notte” pubblicato da Ediciclo. Partner dell’evento sono stati il Club Alpinistico Triestino, la Società Adriatica di Speleologia e l’Associazione Culturale Bottega Errante.

IL TEMA – La presentazione è avvenuta in una grotta sede del letto del fiume Timavo o Recca, corso d’acqua che tocca i territori di Italia, Slovenia e Croazia.  Proprio questo fiume, che attraversa tre Paesi per  89 km di cui la metà sotterranei con sorgente in Croazia e foce a Duino, è il protagonista del libro che racconta la storia, i paesaggi, le leggende e quell’Abisso di Trebiciano, scoperto già nel 1841 dal ricercatore padovano Anton Frederick Lindner con l’aiuto di Giacomo Svetina. L’idea di portare le limpide acque del fiume direttamente ai cittadini di Trieste fu quella che spinse Lidner a dare anima e corpo per farsi strada nel percorso sotterraneo del fiume. Poco dopo la scoperta del Trebiciano, Lidner però si ammalò e morì, lasciando una bella idea, poi abbandonata dai posteri, e molti debiti.

La presentazione del libro "Il fiume della notte"(Clarissa Brun, ilpiccolo.gelocal.it)

La presentazione del libro “Il fiume della notte”(Clarissa Brun, ilpiccolo.gelocal.it)

GLI INVITATI E LE RAGIONI DELL’EVENTO  - Nel libro Pietro Spirito racconta il suo personale viaggio sulla scia di Lindner ma non solo. Ad esempio, in pochi sanno che proprio la grotta dove è stato organizzato l’evento è stata considerata la più profonda nel mondo per quasi 100 anni dalla scoperta, fino al 1925. Una trentina di persone di cui molte di loro non certo esperte di speleologia hanno accettato la sfida: due ore di discesa e due di risalita per assistere alla presentazione del libro in una duna naturale a – 329 metri. L’attenzione degli appassionati e dei ricercatori su questo fiume è ancora molto alta, in quanto buona parte del percorso sotterraneo è ancora sconosciuto. Questo evento ed il libro probabilmente aumenteranno l’interesse verso un fiume che sembra aver ancora molto da mostrare.

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