Trenitalia ritardataria, l’Ue adesso impone il rimborso

Repubblica.it

Treno in partenza (Repubblica.it)

Treni in ritardo, treni che non arrivano mai e i diritti dei  consumatori che spesso  passano in secondo piano. La  storia dei collegamenti  ferroviari regionali in Italia è  un po’ questa  da nord a sud, con una situazione che si va  aggravando soprattutto al  meridione. Mentre i freccia  rossa e gli Italo tele  trasportano ormai i passeggeri  da Roma a Milano e collegano  al meglio le città più  importanti, i pendolari restano  i figli di un dio minore.

Se entriamo nel merito e verifichiamo solo alcune tratte della rete ferroviaria da nord a sud possiamo senza fatica scoprire una delle tante criticità del sistema infrastrutturale del nostro paese.  La linea Mortara-Novara da Maggio a Luglio di quest’anno ha sempre superato l’indice di affidabilità sugli orari fissato al 5% arrivando fino al 12 – 13%. Nello stesso periodo anche la Ceresio-Varese-Gallarate-Milano così come la  Voghera- Piacenza hanno superato i minimi consentiti.  Se i ritardi sono almeno in parte ufficialmente registrati e ammessi da Trenitalia, si parla sempre molto poco delle carrozze dei treni, spesso motrici diesel degli anni 50’ con nomi ormai ironici che inneggiano alla velocità.

Se scendiamo verso sud fino ad arrivare in Sicilia, dopo anni di silenzio e investimenti ai minimi termini il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, ha parlato di alta velocità in 5 anni per collegare Palermo e Catania, oggi unite da una ferrovia a binario unico risalente al dopoguerra. Il presidente con i suoi altisonanti slogan dimentica che è stata da poco soppressa la linea diretta che collegava Palermo con Trapani via Milo per improduttività , aumentando i tempi di percorrenza a 3 ore, realmente una follia se si considera che in autostrada i tempi medi sono di 1 ora e 17 minuti. La Regione Sicilia inoltre è una delle poche a non aver firmato il contratto di servizio con Trenitalia che garantirebbe dei servizi migliori agli utenti.

Pendolari

Pendolari italiani (www.oggi.it)

In questo via vai di opere mancate, ferrovie a binario unico e carrozze lente ecco che arriva una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea a difesa dei consumatori. Rispondendo a un ricorso presentato dalla Corte amministrativa austriaca, i giudici escludono l’impossibilità del rimborso spese per causa di forza maggiore. La sentenza, che chiarifica l’interpretazione dei regolamenti Ue in relazione a dei regolamenti di diritto internazionale in materia, certifica che la compagnia fornitrice del servizio dovrà disporre l’indennizzo al titolare del biglietto in caso di ritardo superiore ad un ora. L’ammontare del risarcimento equivale al 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardi tra i 60 e i 119 minuti e del 50% in caso di ritardi superiori.

Da oggi in poi dunque il passeggero faccia attenzione al biglietto e richieda il rimborso dovuto al ritardo in qualsiasi caso. Una buona notizia per i tanti che il treno, che sia pulito, decadente, veloce o molto lento, devono continuare a prenderlo.

Domenico Pellitteri

Foto //Repubblica.it, Oggi.it; Wikipedia.org

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