Tremonti: ‘il nostro problema è il sud’

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti

SIENA – “La più grandequestione italiana è quella meridionale“. Lo ha detto ilministro dell’Economia Giulio Tremonti al convegno Crescere tra le righe di Bagnaia, in provincia di Siena, incontro organizzato dall’Osservatorio Permanente Giovani Editori.

Stando a quanto sostiene il ministro, “il sud è una realtà che va indietro e non avanza”. Per chi gli chiede delle decisioni relative alle spiagge, Tremonti risponde che “per lo sviluppo abbiamo fatto un decreto l’altro giorno ed è per certi aspetti pittoresco quanta attenzione sia stata data al tema delle spiagge. E ora posso dire che delle spiagge non me ne frega un tubo“.

Il ministro lancia dure accuse al meridione: “La questione meridionale è un fatto politico. Il grande punto del meridione è che deve spendere i soldi europei che ci sono”. Secondo Tremonti, infatti, “al sud vengono spesi solo il 10% delle risorse provenienti da Bruxelles. Si vantano quando arrivano al 20%. Quei soldi non spesi vanno ad altri Paesi europei. Questa è una follia”.

“La classe politica del Mezzogiorno – conclude il ministro – è capace di spendere questa infinita di capitali, o no? Quest’anno stiamo rischiando di perdere sei miliardi di euro”. Tremonti, ad ogni, modo, respinge immediatamente l’ipotesi che il governo non abbia fatto investimenti di rilievo nel corso di questi ultimi anni: “Quando sento dire che il governo non fa la spesa pubblica, replico che noi abbiamo fatto la maggior quantità possibile di spesa pubblica consentita tutta sul sociale, tutta sugli ammortizzatori sociali”.

“La prima cosa che abbiamo fatto e che abbiamo continuato a fare – continua Tremonti – è stata quella di tenere il bilancio dello Stato. In questo modo abbiamo garantito il risparmio delle famiglie, la tenuta sociale e abbiamo tenuto aperti i canali per il finanziamento alle imprese”.

Al termine dell’incontro, un fuori programma: uno studente delle scuole superiori ha inseguito Tremonti per manifestargli il suo disappunto per non essersi sottoposto alle domande della platea. Il ministro, allora, è tornato in sala per rispondere alle domande, ma nel frattempo il convegno era terminato e i giovani avevano già lasciato l’edificio. Su richiesta del ministro, l’organizzazione non gli avrebbe consentito di rientrare perché il convegno si era già concluso.

Redazione

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