Trattativa Stato-Mafia, Napolitano chiede verità. Critiche da Di Pietro

Antonio Di Pietro

Roma – In occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio in cui persa la vita il giudice Paolo Borsellino, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è tornato a parlare della presunta trattativa Stato-Mafia.

 «Si sta lavorando – ha scritto Napolitano nel messaggio inviato ai magistrati di Palermo – si deve lavorare senza sosta e senza remore per le rivelazione e sanzione di errori ed infamie che hanno inquinato la ricostruzione della strage di via D’Amelio». Verità necessarie quindi senza più ingiustificati ritardi. «E proprio a tal fine – ha aggiunto ancora Giorgio Napolitano – è importante scongiurare sovrapposizioni nelle indagini, difetti di collaborazione tra le autorità ad esse preposte, pubblicità improprie e generatrici di confusione» .

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Per Francesco Messineo, procuratore di Palermo, invece non ci sarebbe nessun contrasto come sostenuto da Napolitano. «Non ci sono contrasti nè potrebbero essercene con la presidenza della Repubblica. C’è’ una vicenda di carattere giuridico – il conflitto di attribuzione sollevato dal Quirinale – che avrà il suo luogo naturale deputato di esame e di soluzione presso la Corte Costituzionale».

Intanto il leader dell’Idv Antonio Di Pietro è tornato di nuovo all’attacco, pronunciando altre critiche nei confronti del capo dello Stato proprio in merito alla vicenda del presunto patto del potere con la mafia. Di Pietro ha affermato quanto sia necessario non nascondersi dietro cavilli di carattere giuridico e far luce sulla vicenda. «La verità processuale è una cosa ai limiti della prova penale – ha detto Di Pietro – la verità sostanziale è già sotto gli occhi di tutti, cioè c’è stata trattativa tra Stato e mafia, perché alcune persone, per sistemare se stessi, hanno rinunciato a combatterla e, anzi, hanno trattato con essa».

Angela Piras

 

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Una risposta a Trattativa Stato-Mafia, Napolitano chiede verità. Critiche da Di Pietro

  1. avatar
    Gustavo Gesualdo 04/12/2012 a 11:49

    Il giudice Paolo Borsellino fu ucciso per nascondere la trattativa tra stato e mafia, la negoziazione tra stato e anti-stato.
    Alto Tradimento.
    Pena di morte per comportamento mafioso ed alto tradimento.

    http://www.ilcittadinox.com/blog/paolo-borsellino-ucciso-per-nascondere-trattativa-stato-mafia.html

    Gustavo Gesualdo
    alias
    Il Cittadino X

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