Trappola a San Siro: stagione finita anche per Inzaghi

Stagione finita e carriera a rischio per Pippo Inzaghi (calciopro.com)

MILANO - Due pietre su altrettante stagioni calcistiche in meno di una settimana. Dopo la traumatica torsione del ginocchio di Walter Samuel, che rientrerà tra 8 mesi, ieri sera il prato più calpestato e bistrattato d’Italia ha fatto un’altra vittima eccellente, Pippo Inzaghi. Per l’attaccante del Milan il bollettino medico di stamattina è desolante tanto quanto quello del collega nerazzurro: rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro e lesione del menisco esterno. Incredibilmente Inzaghi aveva anche provato a calcare nuovamente il terreno di gioco dopo l’infortunio, (maturato in occasione del rigore conquistato da Ambrosini per il 2-1 parziale), ma il dolore ha avuto la meglio e ha costretto Superpippo ad uscire dal campo, seppur sulle proprie gambe. Il responso medico non lascia scampo alla stagione e mette seriamente a rischio anche la prosecuzione della carriera dell’ormai 37enne attaccante rossonero: intervento chirurgico imminente e stop quantificabile in un periodo compreso tra i 6 e i 9 mesi. Il sito del Milan ha già pubblicato il suo vigoroso in bocca al lupo al numero 9: “Il verdetto medico di oggi è duro, ma non potrà essere l’ultima parola sulla Storia di Filippo Inzaghi. Questo no, questo mai. Forza Pippo!!! Sì che tornerai! Come sempre e come prima“.

BUIO A SAN SIRO - Imputato principale di questo infortunio, a differenza di quello di Samuel, è il sempre più inguardabile prato del Giuseppe Meazza. I mali del manto erboso del principale stadio italiano risalgono ai Mondiali di Italia ’90, quando una commissione di pseudo-esperti pensò bene di ampliare la struttura, aggiungendo il terzo anello di posti e fornendo tutti gli 85.700 spettatori di una copertura, all’epoca più che avveniristica. Tuttavia ci si accorse ben presto che l’operazione aveva comportato più conseguenze negative che pregi, in quanto le travi reticolari della copertura ostacolavano il corretto filtraggio del sole sul terreno di gioco e l’ossigenazione dello stesso. Il risultato? Una sabbiosa spiaggia caraibica in estate e una vasca di fanghi termali in inverno. Il successivo sistema di riscaldamento sotterraneo riuscì a limitare quantomeno i fenomeni di congelamento dell’erba, ma la situazione attuale del prato di San Siro resta traumatica per le strapagate articolazioni dei campioni che lo calcano settimanalmente. Attualmente l’erba viene bagnata prima di tutte le partite per ammorbidire il terreno, ma l’effetto pista di pattinaggio è pressoché garantito, come si è potuto notare ieri sera in occasione di Milan-Palermo. Inoltre da alcuni anni è presente uno strato di terreno sintetico nell’intero campo per destinazione, al di là delle righe bianche che delimitano il terreno di gioco. L’applicazione è stata resa necessaria dai test che immaginano un futuro interamente in erba sintetica per il Giuseppe Meazza, ma non si è pensato alla differenza di aderenza (e di conseguenza del tipo di tacchettatura da utilizzare) che i giocatori hanno nel passare in corsa da un terreno in erba naturale a uno sintetico. Giocatori-ballerini, che lottano prima con i princìpi della fisica per rimanere in piedi e poi con gli avversari. Forse è anche per questo che San Siro è la Scala del calcio.

Foto homepage: calciolive.eu

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