Trapianti: si ai donatori “samaritani”

Il ministro Fazio apre alle donazioni volontarie. Parere positivo di Css e Cnb. Già tre i volontari italiani

di Nicola Gilardi

Ferruccio Fazio, ministro della Sanità

Novità nel campo dei trapianti di organi. Molto presto, infatti, verrà legittimata la figura del donatore samaritano, cioè colui che decide di donare un rene per generosità. A dare l’annuncio è stato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Le tradizionali liste di attesa potrebbero essere accorciate e il sistema di trapianto vedrebbe delle novità.

Questa pratica, già utilizzata in Usa e alcuni Paesi del Nord Europa, andrebbe ad affiancare la tradizionale politica di trapianto praticata in Italia. Attraverso questa novità il ricevente avrà la possibilità anche di cercare da sé un donatore e se questo è incompatibile, potrà comunque ricevere l’organo da un donatore samaritano.

Fino ad oggi il sistema sanitario prevede che i trapianti possano avvenire soltanto in due casi. Quando si trova un donatore consanguineo familiare, oppure quando si rende disponibile un trapianto in seguito al decesso di una persona compatibile. In molti casi, però, l’attesa è lunga e le condizioni di vita nella quale i pazienti aspettano sono molto difficili, soprattutto psicologicamente.

PARERE POSITIVO – Il Consiglio superiore della sanità (Css) e il Consiglio nazionale di bioetica (Cnb) hanno espresso il loro parere positivo, ma ci sono state anche alcune defezioni. Francesco D’Agostino, presidente onorario del Cnb, ha dichiarato di non essere propenso ad aprire all’idea «di creare mutilazioni e situazioni patologiche per rispondere alle esigenze di salute dei pazienti, creando un circolo vizioso e improprio».

La risposta, però, è giunta dallo stesso Consiglio di bioetica che ha dichiarato: «La donazione samaritana è legittima dato che si tratta di un atto supererogatorio, eticamente apprezzabile per il movente solidaristico che lo ispira, e che non implica rischi maggiori, dal punto di vista medico, per il donatore vivente di quelli che sono presenti nell’ambito di qualsiasi genere di espianto d’organo ex vivo».

L’opinione medica, poi, è che un trapianto da donatore vivo possa comportare una maggiore efficienza dell’organo trapiantato. Questo consente un’attesa di vita maggiore e condizioni migliori, ma anche una vita normale per chi decide di donare.

GESTIONE E CONTROLLI – La gestione dei primi 10 casi di donatori samaritani verrà affidata al Centro Nazionale Trapianti che riferirà annualmente proprio al Css. L’idoneità del donatore verrà vagliata attentamente e prevederà una serie di controlli sia a livello psicologico che psichiatrico. Successivamente potrà passare ai test che verranno effettuati dall’ente che attuerà materialmente il trapianto. Fra donatore e ricevente, poi, saranno permessi contatti, ma verrà comunque difeso l’anonimato.

Nuove speranze, quindi, per tutti coloro che aspettano il trapianto. Già tre italiani hanno manifestato la propria volontà di donare un rene, due in Lombardia ed uno in Piemonte e, molto presto, potrebbero aiutare altrettante persone ad avere una vita migliore.

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