Tradimenti: lo spettacolo pungente e geometrico di Michele Sinisi si è concluso nella capitale

Foto locandina Ph Luca Del PiaPungente, geometrico e un po’ trash. Così si può definire lo spettacolo, Tradimenti, andato in scena la settimana scorsa a Roma presso il Teatro Basilica. Ultima replica quella di ieri pomeriggio, quando la sala, piena di spettatori, ha applaudito più e più volte la fantastica performance del trio sul palco: quella di Michele Sinisi, Stefano Braschi e Stefania Medri.

Debuttata nel novembre 2019 a Milano e rimasta forzatamente ferma per quasi due anni, Tradimenti è la messa in scena dell’omonima opera che il Premio Nobel per la Letteratura Harold Pinter presentò per la prima volta al pubblico londinese nel 1978. Lo spettacolo, regia di Michele Sinisi, e con la traduzione di Alessandro Serra, è arrivato quindi nella capitale, passando anche per i teatri di Parma e Milano e continuerà con altre tappe in giro per l’Italia (Mirano, Firenze, Pergine Valsugana, Casale Monferrato e Cuneo).

LA STORIA: La storia è abbastanza semplice e lineare. Una relazione extraconiugale ripercorsa però a ritroso, dalla sua fine fino ai suoi esordi. Tutto inizia due anni dopo la fine del rapporto e termina prima che esso abbia inizio. Ci sono i due amanti ma anche il marito di lei (che è anche uno dei migliori amici dell’amante della moglie): è un vero e proprio triangolo dell’amore. Dell’amore, tuttavia, traspare ben poco: i personaggi non sono felici, sono nervosi e anche il ‘tradito’ è a sua volta traditore, oltre che uomo violento. C’è tensione, anche il ritmo lento della narrazione, le parole e i toni accesi dei tre protagonisti stanno a indicare la complessità dei rapporti umani e la difficoltà di trovare una pace interiore. L’inquietudine è data anche dai silenzi, da ciò che si poteva dire e che invece è stato taciuto. Da tutta questa storia non c’è nessuno che si salva, sono tutti dei bugiardi e traditori.

Nonostante tutto ciò, lo spettacolo non è drammatico. Ci sono infatti degli elementi che spezzano la tensione e che vogliono rubare al pubblico qualche risata come alcune battute da parte degli attori oppure, ancora di più, l’uscita inaspettata del marito tradito con la testa di cervo (che poi si toglierà e poserà su un carrello di metallo). Per non parlare poi del pollo appeso a un gancio e che viene abbrustolito con una fiamma ossidrica dalla moglie mentre conversa tranquillamente con l’amante. A questi elementi originali si aggiunge anche l’allestimento della scena: per scandire gli spazi temporali lo scenografo Federico Biancalani ha inserito una grande parete di rame sulla quale sono iscritti, gli anni e i luoghi più significativi che hanno segnato gli incontri tra i personaggi: sono proprio i personaggi stessi a illuminare le scritte e a muoversi nelle varie scene.

Lo spettacolo si conclude al suono della musica rock anni ’80, un finale tutto sommato allegro e piacevole per il pubblico che sicuramente ha anche apprezzato l’ottima l’acustica e la fantastica location del Teatro Basilica di Roma.

Chiara Campanella

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

I coupon di Wakeupnews