Tra sogno e realtà: Alberto Savinio

Palazzo Reale

Milano – Per gli amanti dell’arte contemporanea, si segnala a Palazzo Reale fino al 12 giugno la mostra “Alberto Savinio. La commedia dell’arte”, curata da Vincenzo Trione. Ad annunciare e amplificare la trasversalità culturale del titolo, la scelta di affiancare alla rassegna una selezione di testi, letti dall’attore e regista Toni Servillo, dedicati all’arte e al teatro.

Alberto Savinio, fratello del più noto “pittore metafisico” Giorgio De Chirico, è personaggio più unico che raro nel panorama artistico italiano e la sua produzione si contraddistingue per la stessa difficile comparabilità che caratterizza l’artista. Intellettuale ad ampio raggio, pittore, musicista, scrittore, scenografo e drammaturgo, possiede inoltre la capacità di teorizzare quello che sta dipingendo quasi in concomitanza con l’atto creativo stesso.

L’esposizione allestita a Milano intende rendergli omaggio presentando cento sue opere, con scelte che percorrono ambiti e temi ricorrenti in Savinio: dai miti alle architetture, dalle nature morte alle scenografie.

Savinio si sottrae a ogni definizione esatta, a ogni incasellamento prestabilito per creare un’arte in cui fonde i richiami più diversi. Innanzitutto quelli tipici della tempesta culturale del XX secolo a cui appartiene, con scenari sollecitati da un forte visionarismo, tessiture quasi allucinate a evocare e coniugare espressioni dell’inconscio e dell’onirico e a incrociarle in una costante manipolazione del reale. Reale che però esiste nella sua arte, spesso all’interno di uno stesso quadro, nella quale sa trovare una via personale per tornare alla tradizione figurativa italiana. Di questa ripropone spesso miti e soggetti, fosse poi anche solo per trasgredirli, sovvertirli, straniarli dal contesto. I suoi mostri, metà uomini metà animali, non si risparmiano in fantasia, ma non sono mai esercizio virtuosistico del pennello, semmai liberazione dell’arte da qualsiasi freno inibitore.

Approdato alla pittura negli anni Venti, il suo gusto è tipicamente surrealista, piuttosto raro in Italia. Questa sua inclinazione lo porta a concepire e realizzare strane metamorfosi uomo-animale e a trasfigurare la realtà in particolari commistioni tra mondo reale, vegetale e minerale.

L’effetto sconvolgente dei suoi quadri nasce da questo inedito connubio che spesso di primo acchito disorienta chi guarda. Da un lato, si adegua al “ritorno all’ordine” del periodo successivo alla Prima guerra mondiale mostrando un sostanziale mantenimento dei codici; dall’altro, sente spirare il vento libero delle avanguardie e questo lo porta, con salti quanto meno arditi, a creare un’originale miscela di generi artistici. Se non rinuncia quindi a una certa solidità nella forma e nelle scelte figurative, attinge a questa tradizione con l’intento scoperto di infrangerla e trovare valichi per la sua sperimentazione, senza tuttavia mai abbandonarne mai i punti di riferimento.

Non c’è centro in Savinio, che ama perderlo volentieri, smarrirsi nei meandri artistici per smarrire a sua volta lo spettatore, che si sente d’un tratto abbandonato nel mezzo di una fantasticheria mai nemmeno immaginata, trascinato fin lì dall’autore che non si sofferma a spiegargli come ce l’ha condotto.

Roger et Angélique, 1931

Anche il significato delle sue opere resta spesso un enigma, un gioco di nascondimenti e disvelamenti, nel quale la normalità perde la sua oggettività e quello che non è immediatamente percepibile all’occhio umano acquista rilievo ed evidenza, sottolineando al contempo la contemporaneità di quest’artista e il potenziale d’interpretabilità insito nella sua stessa arte.

“Infedele finanche a se stesso”, Savinio è sempre oltre i necessari passaggi logici, le sfumature, gli accenni; procede per libere associazioni, creando nei suoi quadri collages che sono innanzitutto appello a un approccio multiprospettico nei confronti della realtà. Realtà che è innanzitutto - appunto – commedia, commedia dell’arte.

Infine, si vuole segnalare ai lettori la bella iniziativa “Mercoledì in mostra”, con due percorsi molto interessanti. Il primo, “Pausa Pranzo AD ARTE”, offre ai visitatori la possibilità di un percorso artistico con visita guidata all’ora di pranzo. Appuntamento alle 13.15 e durata di 45 minuti.

Il secondo, “In mostra con il passeggino”, è espressamente dedicato alle mamme e ai loro bambini, con visita dedicata della durata di poco più di un’ora, inizio alle ore 16.

Per info, orari, prevendita e prenotazioni, http://www.mostrasavinio.it/

Marina Cabiati

 

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