Tour de France 20a tappa: La cronometro incorona Cadel Evans

FURIA EVANS – Fin dall’arrivo alla pedana di partenza, la mimica facciale dei protagonisti tradisce i diversi sentimenti che accompagneranno ogni loro pedalata: tesissimo Andy Schleck, prigioniero di chissà quanti dubbi e incertezze, forte – ma non troppo – di quei 57” che secondo alcuni erano un grande patrimonio da difendere visti i recenti progressi del bimbo prodigio del Lussemburgo a cronometro, e che secondo altri – sottoscritto compreso – erano un fragile margine su cui edificare speranze di successo.

Cadel Evans finalmente in maglia gialla

Questo perché dall’altra parte c’erano gli occhi della tigre di Cadel Evans, rinato dopo la vittoria del Mondiale che ha cancellato dal suo dorsale la fama di perdente ed eterno piazzato: la ruota del capitano della BMC gira a mille all’ora, mentre quella del portacolori del Team Leopard si inceppa ad ogni cambio di ritmo, non è mai sicura ed è in costante ritardo.

I secondi scorrono implacabili e già dopo il primo intermedio il messaggio dell’asfalto è chiaro: il regno in giallo di Andy Schleck ha le pedalate contate. E infatti di km in km, il lussemburghese accumula ritardo, finché verso metà del percorso arriva il sorpasso: Cadel Evans è maglia gialla virtuale, Andy e Frank sono nettamente distaccati, Voeckler stupisce una volta di più e di Cunego e Basso non c’è alcuna traccia.
Davanti a tutti c’è il tedesco Tony Martin, un vero specialista, che, nonostante il tracciato non propriamente adatto alle caratteristiche dei cronoman puri (Cancellara terminerà con addirittura 1’42” di ritardo) causa due salite impegnative seppur brevi, riesce a fermare il cronometro qualche secondo prima del ciclone Evans.
L’ARRIVO - Contador chiude a 1′ da Martin un Tour de France deludente, Sanchez sorprende e scalza Cunego, Basso arriva a 3′ mentre Rolland si conferma in maglia bianca vincendo lo scontro diretto con Rein Taaramae della Cofidis. Questi i verdetti della corsa, con l’attesa che è tutta per il passaggio sulla linea del traguardo dei primi tre della generale: Evans approccia l’ultimo km come una furia, sprintando con un mulinare di pedalate, forte di un vantaggio ormai incolmabile.

L’australiano è il vincitore del Tour 2011, con i grandi delusi fratelli Schleck a spartirsi i gradini del podio: per Andy è l’ennesimo secondo posto, questo con il grande ricordo dell’impresa storica del Galibier, ma con anche il grande rimpianto per non aver tentato qualcosa sull’Alpe d’Huez. Forse la benzina era davvero finita.

Portato a braccia nella zona della premiazione, uno sfinito Evans può finalmente esultare: dopo 19 tappe equilibratissime, abbiamo il verdetto finale. Congratulazioni Cadel Evans!

Andrea Samele
CLASSIFICA DI TAPPA
1. Tony Martin – HTC – 55′ 33″
2. Cadel Evans – BMC – +7”
3. Alberto Contador – SAX – +1’06”
4. Thomas De Gendt – VCS – +1’29”
5. Richie Porte – SAX – +1’30”
6. Jean Christophe Peraud – A2R – +1’33”
7. Samuel Sanchez – ESK – +1’37”
8. Fabian Cancellara – LEO – +1’42”
9. Peter Velits – HTC – +2’03”
10. Rein Taaramae – COF – s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Cadel Evans – BMC – 83h 45′ 20″
2. Andy Schleck – LEO – +1’34”
3. Frank Schleck – LEO – +2’30”
4. Thomas Voeckler – EUR – +3’20”
5. Alberto Contador – SAX – +3’57”
6. Samuel Sanchez – ESK – +4’55”
7. Damiano Cunego – LMR – +6’05”
8. Ivan Basso – LIQ – +7’23”
9. Tom Danielson – GRM – +8’15”
10. Jean Christophe Peraud – A2R – +10’11”

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