A Total Wall, ‘Delivery’. L’evoluzione metal dimora anche in Italia

Da pochi giorni è in circolazione 'Delivery', il primo album completo dei lombardi A Total Wall. Una sana scarica di djent con importanti evoluzioni

La copertina di "Delivery", il nuovo album degli A Total Wall

La copertina di “Delivery”, il nuovo album degli A Total Wall

In natura nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Uno storico principio che la scienza può far valere anche per ciò che scientifico sembra non essere ma che, invece, di logica e sperimentazione si ciba per sostenere il proprio essere. Parliamo di una predisposizione creativa che è anche studio approfondito dei mezzi utilizzati, parliamo di tecnica, di precisi criteri di strutturazione per una realtà sonica in continuo divenire. Già, perché anche se all’apparenza tutto è finito e ogni cosa può solo essere riesumata e scimmiottata a sprazzi, in realtà il concetto contemporaneo di creazione musicale trae salvezza in generi musicali ben predisposti verso una concreta evoluzione stilistica (a patto di solidità e predisposizione uditiva, è chiaro). Né più né meno di quanto dimostra, ad esempio, il genere metal nel suo continuo evolversi in sottostrutture sempre più complesse ma, proprio per questo, sempre più interessanti per chi non ha timore di accordature fuori dalla norma.

STRUTTURE E SOTTOSTRUTTURE – Uno degli esempi di sottostruttura metal più interessanti ed evoluti dei nuovi anni ’10 è il “djent” (termine onomatopeico, stando al sound sprigionato) e una delle realtà più interessanti derivanti dalle ispirazioni dei padrini del genere, con molta probabilità, risiede – manco a dirlo – proprio in Italia. Quella dei lombardi A Total Wall (se vogliamo, anche questa è una denominazione alquanto relativa alla loro tipologia di suono, e che suono) è, infatti, un’esperienza sonica tanto tellurica quanto ragionata e coscienziosa, probabilmente con pochi pari conterranei così dediti ad una predisposizione creativa fedele alla linea ma, al contempo, desiderosa di far capolino saltuario verso altre papabili direzioni.

A Total Wall

A Total Wall

ECCELLENZE ITALIANE – Tra i meandri di progressive metal, math rock, poliritmie solo apparentemente cervellotiche e indecifrabili quanto imprevedibili alternanze vocali tra melodia e growl frastornante, il djent si è, dunque, fatto largo anche in Italia dove – non ci stancheremo mai di ripeterlo – realtà degne di assoluta considerazione ci sono sempre state e continueranno ad esserci, se si vuole finalmente concepire un tale assunto. La realtà specificamente posta in essere dai milano-varesini A Total Wall (Gabriele Giacosa alla voce, Umberto Chiroli alle chitarre, Davide Bertolini alla batteria e Riccardo Maffioli al basso) esprime in Delivery (primo e già maturo long-playing del quartetto lombardo, reduce da tre ep quali True fear, Incide e Soundtrack for your honeymoon) tutto il suo potenziale tellurico ma, al contempo, tutta la sua capacità di cavalcare le onde sonore distorte del genere con la consapevolezza assoluta di chi sa di poterle e doverle domare a proprio specifico tornaconto.

PADRI E FIGLI – Negli otto passaggi di Delivery, il genere di partenza viene onorato nella maniera più assoluta e indispensabile. Ben solida e irrevocabile è la devozione verso i padrini Meshuggah (di fatto inventori di simili sottostrutture già a partire dalla metà degli anni ’90 con perle seminali quali, su tutte, Destroy erase improve), ma netta e consapevole è la conoscenza approfondita di chi il genere lo ha ulteriormente evoluto in ambito progressive (vedi alla voce Tesseract e, soprattutto, The Contortionist e, strumentisticamente parlando, Animals As Leaders). Ma se è possibile andare ancora oltre, in effetti, gli A Total Wall provano e riescono ad introdurre, a ben udire, ulteriori elementi di rimescolamento funzionale ad una potenziale ed ulteriore ridefinizione del genere. Gli A Total Wall sono musicisti di enorme spessore e un album come Delivery, di fatto, lo conferma attraverso la conformazione di opera mastodontica in termini di compattezza sonora, perizia tecnica e conoscenza del proprio territorio di azione.

A Total Wall

A Total Wall

IL DISCO – Un incipit come quello offerto o, meglio, mitragliato da Reproaching methodologies non lascia scampo alcuno grazie al suo incedere poderoso e logicamente spossante, coadiuvato da una potenza vocale e una precisione ritmica tra il cardiopalmico e il chirirgico. Giacosa è seriamente in grado di mettere alla prova ogni tipologia di udito allenato grazie ad un andirivieni growl/pulito delle migliori marche, mentre il complesso della sezione ritmica globale non si distacca affatto da eminenze di possibile riferimento come, su tutti, il trio Abasin/Reyes/Garstka. Ma c’è di più. Derivazioni doom fanno capolino nelle accordature infernali di Sudden e Lossy, mentre escursioni prettamente dark-progressive alla Opeth riecheggiano in alcuni frangenti di The right question e Pure brand, così come c’è anche spazio, udite udite, per spunti puramente fusion (sì: fusion!) in pochi dei mille attimi che compongono la superba title track Delivery (ai limiti del capolavoro).

Cos’altro sostenere, dunque, se non che gli A Total Wall sono una realtà eccezionalmente valida nel contesto globale non specificamente italiano ma internazionalmente annoverabile alle eminenze di settore. E Delivery sarebbe un’autoproduzione? Forse è il caso di andare a “tuzzuliare” le spalline dei signori Good Fight, Kscope, Sumerian e Prosthetic.

Voi che dite?

Voto: 8

[Foto ufficiali della band]

Stefano Gallone

@SteGallone

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews