Toronto: i poteri del sindaco Rob Ford verranno commissariati

Rob Ford, eletto sindaco di Toronto nel 2010

Rob Ford, eletto sindaco di Toronto nel 2010

Toronto – Alcuni di voi ricorderanno lo scandalo che ha coinvolto Rob Ford, sindaco della megalopoli canadese di Toronto, accusato di uso e spaccio illegale di cocaina, guida in stato di ebbrezza e uso di linguaggio triviale in diverse trasmissioni televisive. Ebbene, il consiglio comunale cittadino ha deciso, con una maggioranza bulgara, di privarlo di una serie di poteri, nella speranza (finora vana) di spingerlo alle dimissioni.

LA SFIDUCIA - Con il risultato di 39 voti a favore, 3 contrari e un astenuto, il Toronto City Council ha approvato la sospensione del potere per il sindaco di nominare e rimuovere il vicesindaco (o deputy mayor, in inglese) e i membri dei comitati amministrativi comunali, ivi compreso l’Executive Committee, quello cioè responsabile delle decisioni economiche e del controllo dei limiti di spesa. Con un voto successivo, ancor più contundente (41 favorevoli, 2 contrari), i poteri in caso di stato d’emergenza sono stati affidati sempre al vicesindaco, che avrà così il ruolo di coordinare tutte le azioni necessarie in caso di disastri naturali ed emergenze simili.

NON È FINITA QUI - Lunedì prossimo, alla riapertura dei lavori del consiglio comunale, verrà messa ai voti la possibilità di sottrarre al sindaco qualsiasi incarico e/o potere decisionale non espressamente affidatogli dallo statuto cittadino. Se ciò verrà effettivamente approvato, il sindaco si ritroverebbe nell’impossibilità legale di agire, una misura che equivarrebbe sia alla sfiducia, che a una cacciata dalla City Hall. Sia la maggioranza che l’opposizione, infatti, sono concordi nell’aver voltato le spalle al corrotto Ford, un personaggio divenuto sindaco nel 2010 grazie a una strana campagna elettorale e che, stando alle sue dichiarazioni, pensa di ricandidarsi per un secondo mandato nel 2014, sempre che la giustizia non lo fermi prima del tempo.

SFIDUCIATO E SBOCCATO - «Non possiamo controllare i suoi atteggiamenti, ma certamente possiamo assicurare che il controllo della città prosegua come di consueto, se non addirittura in modo migliore», ha assicurato un consigliere comunale, John Fillon, al quale ha fatto da contraltare il collega Denzil Minnan-Wong, per il quale «dobbiamo sottrarre il potere (da Ford) per il bene della città». Ford ha minacciato che «coloro che pagano le tasse vedranno aumenti colossali» derivanti da questo scandalo, ma si è poi redento dicendo che «Se avessi visto un sindaco comportarsi nel modo nel quale mi sono comportato, avrei fatto esattamente la stessa cosa». Alcuni giorni fa, in diverse dichiarazioni televisive e alla stampa, Ford aveva ammesso di aver usato cocaina, di non esserne però schiavo, di non essere alcolizzato, e tanto meno di aver offerto sesso orale ad alcune delle sue dipendenti, come riportano le recenti accuse.

Stefano Maria Meconi

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