“Tornare alla terra” con i farmers market, per riscoprire la genuinità e risparmiare

terra farmers market

L’italia importa grandi quantità di prodotti agricoli dall’estero, pur essendo un grande produttore

L’Italia è il paese dei paradossi. Nonostante la crisi infatti, se  da un lato il Belpaese continua a confermare la propria leadership come produttore mondiale di ortofrutta, dall’altro lato ne è anche un grande importatore. Con il risultato che i prezzi di frutta e verdura arrivano sempre più alle stelle e i prodotti non sono spesso a chilometro zero. Se poi si aggiunge all’equazione l’attuale stato dell’economia, il risultato finale non è incoraggiante: i consumatori acquistano sempre meno frutta e verdura, senza contare che spesso le produzioni locali finiscono al macero, e i piccoli produttori faticano ad arrivare a fine mese.

Nonostante questi dati e premesse poco incoraggianti, in Italia e come nel resto del mondo si sta delineando una nuova tendenza, quella del “ritorno alla terra”. Orti fatti in casa spuntano dappertutto: non sono solo i contadini a coltivare pomodori, insalata e zucchine nei loro orti, ma anzi frutta e verdura vengono spesso coltivati anche su terrazze e i balconi delle grandi città, accanto ai classici fiori ornamentali.

Tornare alla terra significa risparmiare e mangiare sano, affidandosi a prodotti genuini, di chiara provenienza e soprattutto a chilometro zero. È questa la filosofia che sta decretando il successo dei cosiddetti farmers market, o mercati del contadino, in cui i produttori possono vendere i loro prodotti locali direttamente al consumatore, accorciando la filiera, con tutti i vantaggi che ne derivano. In Italia se ne contano circa cinquanta, da nord a sud, e sono in continua espansione. In Europa i farmers market hanno iniziato a diffondersi fin dal 2000, conquistando importanti fette di mercato, mentre negli Stati Uniti sono cresciuti del 53% negli ultimi dieci anni.

Il primo mercato del contadino italiano è stato quello di Taranto, che è ormai divenuta una realtà locale di successo, e dopo ne sono sorti molti altri, anche in città come Roma e Milano. Uno dei mercati più grandi della capitale è quello del Circo Massimo, aperto ogni sabato e domenica dalle 9,00 alle 18,00, in collaborazione con le associazioni Campagna Amica e Coldiretti, che offrono al consumatore i prodotti stagionali e sempre freschi, provenienti della campagna romana.

frutta e verdura farmers market

Le coltivazioni avvengono nel pieno rispetto della stagionalità

I farmers market sono aperti periodicamente – una o due volte alla settimana – e possono essere gestiti direttamente dai Comuni, dalle organizzazioni o associazioni agricole. Offrono prodotti coltivati biologicamente nei campi della regione. Non solo frutta e verdura, ma anche latte, uova, formaggi, olio, salumi e prodotti vinicoli, il tutto rispettando le tecniche di coltivazione biologiche e la stagionalità. In questo modo i costi di trasporto e di logistica, che incidono fortemente sul prezzo finale, vengono tagliati di netto ed il consumatore riesce a risparmiare un buon 30/50 %, con la garanzia sull’origine del prodotto, che deve essere obbligatoriamente indicata sulle confezioni.

Questi mercati vogliono essere anche dei luoghi di convivialità, oltre che di vendita. Il consumatore infatti, oltre a godere del rapporto diretto e familiare con il venditore, ha anche la possibilità di bere un bicchiere di vino in compagnia e di consumare un pasto genuino. Al mercato di Campagna Amica del Circo Massimo, ad esempio, è possibile portare i bambini senza farli annoiare, in quanto è messa a loro disposizione una fattoria didattica che permette ai più piccoli di conoscere la realtà della campagna e l’origine dei prodotti in modo interattivo e giocoso. Motori di ricerca web come www.farmersmarket.it  permettono di rintracciare comodamente il farmers market più vicino, gli eventi connessi e tutti gli aggiornamenti relativi alla vendita.

Così, in un periodo in cui il commercio al dettaglio è in forte crisi, l’Italia è tornata a fare ciò che gli riesce meglio: vendere direttamente i prodotti genuini della propria terra, in un clima di convivialità e socialità che rende il Belpaese unico nel mondo.

Cristina Casini

@cristina_casini

Foto: damimaierweb.com; vinoestile.com

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