Tornano le ombre sulla crisi del debito in Europa

La situazione dei mercati europei di questi ultimi giorni sembra si sia calmata rispetto a quanto verificatosi nelle scorse settimane con un ritorno di tensione sui mercati per via delle instabilità mostrate dalla Spagna e dal suo debito, con l’ombra dell’insostenibilità delle misure prese dai governi per riportare i conti statali in ordine. Tensione e sfiducia che hanno cominciato a ripresentarsi anche sull’Italia.

Basandosi su questi nuovi “sospetti” l’Unione europea ha cercato di spronare il Fmi per maggiori finanziamenti in vista di possibili rischi di default nell’area euro. Ma gli Stati Uniti, che giocano un ruolo più che fondamentale all’interno dello stesso Fmi, assicurano che l’Europa può sopravvivere alla crisi del debito basandosi sulle proprio forze e con contromisure ancora più vincolanti per i singoli governi dell’Unione.

L’Unione europea dal suo canto dichiara che è stato fatto tutto il possibile per ristabilire la situazione dei debiti dei diversi governi europei, ma che purtroppo la nuova instabilità sui mercati – che ha visto tornare a crescere lo spread di Spagna e Italia ai livelli di gennaio – pone la necessità di un maggiore supporto internazionale per evitare ulteriori battute d’arresto.

La velocità con cui lo spread spagnolo e italiano è salito negli ultimi tempi è sintomatico di un ritorno del panico sui mercati e quindi di perdita della fiducia faticosamente guadagnata dopo i rispettivi passaggi di governo avuti in Italia con Monti e in Spagna con Rajoy. A più riprese infatti ci sono state critiche da organi internazionali che chiedono più sacrifici all’Europa, per permettere ai mercati finanziari di recuperare fiducia. Ma l’impressione è che ad ogni ulteriore manovra e sacrificio corrisponda solo una fiducia temporanea dei mercati e pesanti ripercussioni sull’economia reale dei Paesi dell’Unione, sotto forma di aumento della disoccupazione, recessione e tagli ai servizi pubblici.

Il ministero dell’Economia spagnolo – pur essendosi verificato un certo successo nella vendita dell’ultima tranche di bond – continua a chiedere interventi più diretti alla Bce che vadano oltre le richieste di taglio dei budget e manovre sempre più stringenti. Il primo ministro Rajoy, dopo una manovra tra le più austere dai tempi di Franco, sembra essersi guadagnato la fiducia di molti dei governatori regionali del suo partito durante il fine settimana. I capi di partito regionali – tra cui quelli di Madrid, Valencia e Galicia – hanno accettato di razionalizzare la burocrazia e di inserire dei target di deficit di spesa nei budget.

«Abbiamo bisogno di gestire una situazione che è davvero molto difficile» ha dichiarato Maria Dolores Cospedal, rappresentante del partito e presidente di Castillia La Mancha, dopo un intervista. Il governo di Rajoy ha lottato per convincere gli investitori che attualmente non c’è bisogno di altre manovre di austerità e che quelle prese fino a questo momento porteranno lentamente a una inversione di tendenza nell’intero sistema-paese.

I dubbi sulla capacità della Spagna di risollevarsi dalla difficilissima situazione senza aiuto esterno è stata trasmessa anche all’Italia, l’altra grande economia Europea sotto l’attenzione dei mercati. L’Italia è tornata a toccare i livelli di spread raggiunti a gennaio.

Antonio Tiritiello

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