Torna in Puglia la sindrome della Mucca Pazza

Ospedale Francesco Ferrari di Casarano (www.ilpaesenuovo.it/)

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Casarano (Lecce) – Pensavamo di essercene liberati del tutto, ora che anche la famosa bistecca alla fiorentina, da qualche anno, viene distribuita ovunque, simbolo di quella carne cruda che scatenò le fobie nei consumatori. L’encefalopatia spongiforme bovina o la così denominata Mucca Pazza è una malattia che colpì i bovini inglesi sul finire negli anni 80, in seguito convertita nella sua variante umana, e che causò il panico nei primi anni del 2000 anche in Italia. Oggi a Lecce è morta una donna e tutto riconduce alla Mucca Pazza che colpisce gli esseri umani o malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ).

IL DECESSOUna donna di 49 anni di Parabita, in osservazione dallo scorso 21 luglio presso l’ospedale Francesco Ferrari di Casarano, è morta in nottata. I sintomi riscontrati da subito al pronto soccorso erano stati febbre alta e parziale e progressiva incoscienza.  La donna aveva già avuto una diagnosi simile dall’istituto Besta di Milano. Oggi la diagnosi è confermata dall’Istituto superiore di Sanità. Le cause della malattia sono comunque da accertare. Le diverse varianti del virus possono comparire infatti anche per via ereditaria e non essere legate ad abitudini alimentari vere e proprie.

ALTRI CASI SOSPETTI – Il legame tra questa morte e la malattia è accertato. Tuttavia, non è il solo probabile caso di sindrome Mucca Pazza sugli esseri umani registrato quest’anno in Italia. In Sicilia, ci sono tre casi sospetti di morte che potrebbero essere ricondotti allo stesso virus; un’altro caso sospetto è stato registrato ad Udine.

NESSUN ALLARME – La malattia di Creutzfeldt-Jakob (MCJ) è una malattia neurodegenerativa rara, che conduce ad una forma di demenza progressiva fatale. Non bisogna però allarmarsi perché questa malattia è piuttosto rara. L’incidenza della MCJ si è mantenuta relativamente costante negli ultimi 80 anni, nell’ordine di 1-2/1.000.000 all’ anno. La sua notorietà degli anni 90 e 2000 è dovuta ai primi casi di una forma variante ancor più rara, poi detta mucca pazza. Ricordiamo che in tempi di crisi i casi di mucca pazza sull’uomo in Italia furono soltanto 2, contro i 144 della Gran Bretagna. In ogni caso anche le regole sugli allevamenti a livello UE sono molto cambiate: oggi l’uso di farine di carne usate per la loro produzione è vietato e la filiera ha una tracciabilità più soddisfacente di venti anni orsono. Ecco perché questa morte risulta poco chiara. Aspettiamo dunque nuovi riscontri.

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