Torino Film Festival, le anticipazioni della trentunesima edizione

Il logo della manifestazione

Il logo della manifestazione

Mancano ormai poco meno di due mesi all’inizio della trentunesima edizione del Torino Film Festival, il primo diretto dal regista livornese Paolo Virzì. Le notizie e le anticipazioni sono ancora poche ma ricche di interesse e, soprattutto, riflesso della mano del regista.

Pur essendo nato a Livorno, Virzì ha infatti trascorso la sua prima infanzia a Torino e ha creato con la città un legame affettivo indissolubile: motivo in più, questo, per voler contribuire, in veste di direttore, alla crescita di un Festival che negli anni ha acquistato una sempre maggior fama a livello internazionale. Avendo le idee chiare sulla riuscita finale, Virzì ha dichiarato di voler organizzare un evento direttamente connesso al pubblico e allo spettatore: «Un festival caldo e accogliente, sostanzialmente inalterato nell’identità, che tenterà di realizzare in nove giorni l’utopia di un cinema senza confini, dove lo spettacolo e l’intrattenimento popolare abitano nello stesso luogo dei percorsi d’autore, del documentario e del cinema sperimentale; ma anche un Festival 2.0, continuamente “connesso” e fruibile dagli utenti del web».

A tal scopo il regista ha voluto rilanciare il Premio del pubblico, invitando così gli spettatori a votare in prima persona i film maggiormente graditi. Tra le altre novità della rassegna spicca indubbiamente la retrospettiva dedicata alla New Hollywood, che sarà curata da Emanuela Martini e che presenterà, nell’arco di due edizioni del Festival, circa ottanta film americani realizzati tra il 1967 e il 1976. Gli anni sono quelli della crisi della cinematografia hollywoodiana, in netto conflitto con la concorrenza televisiva, e incapace di affiancare gli eventi storici e politici che scossero gli Stati Uniti come la guerra in Vietnam, «il sogno» di Martin Luther King e l’assassinio dello stesso e tutto ciò che comportò la rivoluzione culturale del periodo. La sezione presenterà gli esordi dei maestri del cinema, raccontandone la storia, e i cambiamenti stilistici dell’industria cinematografica di Hollywood.

È in quello stesso periodo, infatti, che nascono compagnie indipendenti come la Corman Factory, capaci di rivolgersi alle nuove generazioni e di raccontare una realtà diversa e con mezzi innovativi; nel 1966 Roger Corman produsse e diresse I selvaggi, nel 1967 uscirono in sala Gangster Story di Arthur Penn e Il laureato di Mike Nichols, che rivoluzionano i generi del gangster movie e della commedia romantica. Due anni dopo fu la volta di Easy Rider, diretto da Dennis Hopper e prodotto da Peter Fonda.

Paolo Virzì alla conferenza stampa della manifestazione

Paolo Virzì alla conferenza stampa della manifestazione

Il volto degli States cambia così lentamente faccia e, con esso, anche la produzione cinematografica: Hollywood, risvegliatasi dal torpore, intuisce che il nuovo fenomeno è ciò che serve per uscire dalla crisi e per avvicinarsi ai giovani, sia spettatori, sia autori e artisti; esordiscono così Peter Bogdanovich, Martin Scorsese, Steven Spielberg, Francis Coppola, Sydney Pollack, Clint Eastwood, John Milius, Brian De Palma, Mel Brooks, Woody Allen e innumerevoli altri. I nuovi idoli dei teen-agers hanno volti espressivi e realistici come quelli di Jack Nicholson, Robert De Niro e Gene Hackman. Ogni nuova produzione diventa un cult, ogni film è una scossa culturale e una scoperta di nuovi talenti che segna l’affermarsi inesorabile della Nuova Hollywood. E sarà proprio grazie alla cura di Emanuela Martini che Paolo Virzì racconterà al pubblico italiano questa affascinante (e in parte inedita) storia del cinema.

Il Torino Film Festival porrà inoltre l’attenzione sui giovani talenti provenienti dal cinema indipendente e sui nuovi autori; tutto questo attraverso un vasto numero di film scelti insieme alla collaborazione del DAMS dell’Università degli Studi di Torino. Oltre al cinema d’oltreoceano ci sarà sicuramente un notevole spazio dedicato alla produzione contemporanea del nostro Paese, ma il titolo della sezione non è ancora noto. Ciò che si sa con certezza è che la vecchia sezione Figli e amanti sarà sostituita da un breve ciclo di film italiani degli ultimi vent’anni; inoltre una retrospettiva sarà intitolata ad un cineasta italiano.

Ed in attesa della serata inaugurale che si terrà il 22 novembre, parte oggi il Moving TFF, manifestazione correlata che si propone di offrire un’anticipazione adeguata del Festival stesso. Gli appuntamenti avranno cadenza bisettimanale: il lunedì sarà dedicato alla sezione New Hollywood mentre il venerdì sarà dedicato al cinema documentario. Tutte le proiezioni, a ingresso libero fino a esaurimento posti e previo tesseramento gratuito alla Bibliomediateca, si terranno alle ore 15.30 presso la Bibliomediateca Mario Gromo, in via Matilde Serao Via 8/A a Torino. All’inizio di ogni proiezione è prevista una introduzione all’opera da parte di esperti o degli autori stessi.

(Foto: torinofilmfestival.it; comune.torino.it)

Alessia Telesca

 

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