Torino, classe elementare ‘abolisce’ la festa della mamma. È polemica

'Festa di chi ti vuole bene', così una classe elemntare di Torino ribattezza la festa della mamma per evitare discriminazioni. È polemica tra i genitori

Torino, Scuola elementare Coppino (lastampa.it)

Torino, Scuola elementare Coppino (lastampa.it)

«Vorremmo abolire la festa della mamma», questa la proposta degli insegnanti della I D della scuola elementare Coppino di Torino, avanzata già ad inizio anno. Da allora non se n’era più discusso. E probabilmente ci si era illusi che la questione fosse ormai stata abbandonata. Almeno fino ad oggi, quando allo scattare del countdown per l’anniversario dell’8 maggio, si è scatenata una accesa battaglia tra i genitori degli alunni. I tradizionalisti, infatti, sembrano non tollerare la ridefinizione dell’evento in «Festa di chi ti vuole bene». Un tentativo antidiscriminatorio che, è evidente, non ha trovato il beneplacito di tutti.

PICCOLE MANI ALL’OPERA: CONTRO OGNI DISCRIMINAZIONE  - Poesie, disegni e lavoretti di ogni genere, frutto della creatività e della fantasia più pura e innocente, quella dei bambini. Sono questi i doni dedicati a chi a quel candore ha offerto amore e protezione. Ed proprio a tal fine che i piccoli studenti delle elementari di Torino hanno seminato una pianticella di fagioli in un vasetto prestandogli cura e attenzione. Quelle stessi gesti che i bambini hanno ricevuto da chi ha dato loro la vita, o ha semplicemente scelto di guidarli lungo il loro cammino senza etichette, senza rispettare necessariamente ruoli convenzionali, ma spinti unicamente dal sentimento. Era questo l’intento delle mastre: andare oltre gli stereotipi e lasciare libertà di scelta ai bimbi, evitando così di creare disagio ai figli di famiglie nuove o a coloro i quali una mamma non ce l’hanno più. I bambini, sono stati loro i primi ad aver colto – probabilmente in maniera ingenua e naturale – tale messaggio. 15 alunni su 25, quando si sono trovati a scrivere col pennarello la dedica sul bigliettino, non hanno citato né mamma né papà. Piuttosto la tata, i nonni, gli zii, l’amichetto del cuore o addirittura l’animale domestico.

LA POLEMICA – Questo è bastato a togliere il sorriso ad alcune delle mamme della classe. «Ritengo molto sbagliato eliminare due figure simbolo, la madre e il padre, a favore di un vago e fuorviante, nonché ipocrita, “chi ti vuole bene”», ha scritto su Facebook una delle mamme che ha animato la protesta. Papà e mamma, ha aggiunto, «sono due cardini, due archetipi, due certezze intorno ai quali si è costituita la nostra società. Dovere della scuola è radicare certezze nelle figure di riferimento, non aumentare la confusione e disorientare i bambini». La mamma rappresentante di classe si affretta a spiegare: «Non c’è polemica, qualunque commento è sterile e privo di fondamento. La nostra è una classe davvero unita. Le maestre si prendono cura dei nostri bambini nel migliore dei modi, con passione e professionalità»,

Superare le differenzeUnire, non dividere. Era questo l’unico obiettivo della festa ribattezzata.

Antonietta Mente

@AntoMente

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