Torino: al Lingotto si apre il XXIV Salone Internazionale del Libro

La locandina

Torino – Chi pensava che l’anno d’oro per Torino fosse stato in assoluto quello delle Olimpiadi invernali, dovrà ricredersi alla luce di un 2011 che, come anniversario dell’unità d’Italia, vede nella città sabauda, prima capitale dello Stato nel 1861, il cuore di eventi ed iniziative capillarmente diffusi sul territorio, dal centro urbano alla Reggia di Venaria.

Non poteva mancare di inserirsi in questo tessuto culturale, a saldare le celebrazioni del nostro passato con il progetto di futuro di cui Torino e la sua industria sono ancora simbolo, l’appuntamento con il Salone Internazionale del Libro, rassegna ormai leader nel settore dei festival letterari e kermesse editoriali. Il titolo stesso sintetizza alla perfezione questi due estremi temporali, il nostro ieri e il nostro domani: Memoria. Il seme del futuro. Nella consueta sede del Lingotto, cui si aggiunge quest’anno l’Oval olimpico che ospitò nel 2006 le competizioni di pattinaggio, si apre oggi la 24° edizione all’insegna di un binomio che richiama tutti ad una riflessione. Da un lato appunto la memoria – tema e leit motiv già del Salone 2010 – con tutto il suo sistema di valori e significati, dall’altro l’Italia unita, ‘tormentone’ di questi mesi nonchè argomento di dibattito e polemica tra chi rivendica l’orgoglio di un Risorgimento come fase storica chiave per la formazione della nostra identità, e chi invece non riconosce nel processo unitario l’espressione della volontà collettiva, ma una forzata operazione d’elite, un’imposizione dall’alto, un mito distorto.

Visitatori al Lingotto

Cosa attende il visitatore che varcherà i cancelli dopo l’inaugurazione ufficiale, alle 10,30, non sarà soltanto un calendario di oltre mille eventi tra incontri con gli autori, conferenze ed iniziative di varia natura, né una sequenza di padiglioni animati da stand con le proposte di case editrici grandi e piccole, ma un’idea di cultura che ingloba il libro come insostituibile strumento di diffusione di idee e spirito critico e, in questo 150° anniversario dell’Italia unita, quale oggetto capace di evocare sentimenti sopiti di appartenenza ad una determinata realtà sociale. In quest’ottica si può comprendere la centralità al Salone della mostra 1861-2011. L’Italia dei Libri, dove la storia del Paese, la sua narrazione e interpretazione, è affidata alla miglior cartina di Tornasole che si possa immaginare: i testi che hanno fondato la nazione, formandone i cittadini, plasmandone le coscienze, ora unendo ora dividendo le opinioni, i sentimenti, le istanze, i sogni e le speranze. 

Collegandosi a quei grandi libri di ieri, saranno però anche i libri di oggi a riempire i 5 giorni della manifestazione per stimolare una riflessione sulla vexata questio della vicenda risorgimentale, con le sue luci e le sue contraddizioni, giungendo persino a domandarsi A che cosa serve essere italiani (titolo della lectio magistralis di Giovanni de Luna, domenica 15 maggio ore 10,30 sala azzurra).

Lingua Madre, spazio multiculturale del Salone torinese

Il Salone di Torino 2011, vivrà di spazi ormai irrinunciabili, diventati mattoni indispensabili per la manifestazione. Lingua Madre sarà come ogni anno l’area riservata alle contaminazioni culturali con particolare attenzione agli ibridi linguistici, e si ritroverà per la decima volta consecutiva l’International Book Forum, area business della fiera; riconfermato l’Incubatore, a sostegno degli editori entrati sul mercato da meno di due anni, così come i dolci momenti di Libro e Cioccolato, affidati all’eccellenza degli artisti chocolatiers di Torino e del Piemonte.

Pochi nomi sono sufficienti a offrire un assaggio di quanto accadrà a Torino: Aldo Cazzullo (con lo spettacolo Viva l’Italia, dal suo libro omonimo), Dacia Maraini (in una tavola rotonda sulle donne del Risorgimento), Giancarlo De Cataldo (sul tema delle vicende che, pur vere, non entrano nella storiografia ufficiale), Franco Cardini (in una conversazione su unità/disunità),  Luciano Canfora e Tullio De Mauro (in una riflessione sui caratteri dell’identità nazionale), Dario Fo (per una personale lettura di Boccaccio) e ancora Alberto Asor Rosa, Gian Luigi Beccaria, Salvatore Settis, Benedetta Tobagi, Paolo Mieli, Antonio Scurati, Alfonso Berardinelli, Lucia Annunziata, Mario Deaglio, John Elkann, Enzo Bianchi, Vito Mancuso, Piergiorgio Odifreddi.

Per gli eterni indecisi e i titubanti non resta che affidarsi al sito ufficiale del Salone, www.salonelibro.it, per esplorare il vastissimo programma alla ricerca degli appuntamenti atti a soddisfare interessi e curiosità.

Foto via  http://www.salonelibro.it/

Laura Dabbene

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