Thom Yorke e l’album su BitTorrent ‘contro’ Apple e Spotify

Sette anni fa i Radiohead avevano tentato un esperimento molto audace nella distribuzione musicale: l’album In Rainbows era stato pubblicato in forma di download digitale dando la possibilità ai fan stessi della band di scaricare i brani esclusivamente dal loro sito e di pagarlo quanto volessero. L’album non aveva un prezzo, era chi lo scaricava a decidere quanto pagare per quelle canzoni. Mai un gruppo di tale calibro mondiale, come i Radiohead, aveva azzardato prima d’allora un tale esperimento attuato in precedenza solo da gruppi emergenti o minori.

Ieri l’ennesima “rivoluzione” di Thom Yorke, cantante dei Radiohead che dal 2006 ha intrapreso anche un suo percorso da solista. Dopo aver twittato la foto di un album bianco, lasciando ovviamente tutti con il fiato sospeso sulla possibile uscita di un nuovo disco, ecco la conferma: dopo il primo The Eraser il nuovo album si chiamerà Tomorrow’s Modern Boxes. Stavolta, però, si supera lo stesso sistema del pay what you want di In Rainbows, per intraprendere una nuova strada per distribuire la sua musica. I file dell’album si potranno infatti scaricare da una nuova versione di BitTorrent.

IL NUOVO ALBUM SU BIT TORRENT - Yorke insieme al suo produttore Godrich sono da sempre portavoce dei diritti degli artisti nell’era digitale. Il loro uso di BitTorrent potrebbe rivoluzionare il mondo della musica e schiacciare le case discografiche tradizionali, o i distributori tradizionali (vedi Itunes o Amazon). Dal canto suo BitTorrent potrebbe riparare la sua immagine pubblica associata spesso (visto che anche per questo è diventata famosa) alla pirateria.

È un esperimento per vedere se le dinamiche del sistema sono qualcosa su cui il pubblico può fermarsi a riflettere un momento», ha spiegato Yorke. «Se funzionasse potrebbe davvero essere un modo per rimettere un po’ di controllo del commercio attraverso Internet nelle mani delle persone che creano i contenuti. Questo sistema metterebbe i produttori di contenuti – musica, video, o qualsiasi contenuto digitale – nelle condizioni di poterli vendere da sé. Bypassando gli autoproclamati gate-keepers.

COME FUNZIONA? Scaricare su BitTorrent Tomorrow’s Modern Boxes, il nuovo album solista di Thom Yorke, è  facile. La nuova versione di Bit-torrent richiede un pagamento all’accesso – nel caso del disco di Yorke di 6 dollari (4,73 euro) - e si ha accesso agli altri contenuti (caricati legalmente) sulla piattaforma. Rispetto invece all’operazione Apple-U2 per l’uscita di Songs of Innocence che hanno usato la tecnologia Cloud, il sistema in questo caso non necessita di nessun «server centrale» e quindi non ci sono costi di hosting, ma tutto verrà gestito da BitTorrent che, come se fosse una vetrina, metterà a disposizione  il file per essere acquistato.

radiohead bittorrent

Si tratta del primo “pay-gated bundle” di BitTorrent, ovvero l’intero album può essere scaricato solo dopo che un cliente paga. BitTorrent raccoglie il 10 per cento del canone, mentre il resto va all’artista. Solo ieri pomeriggio l’album era stato scaricato più di 60.000 volte. BitTorrent deve affrontare lo scetticismo nel settore dello spettacolo visto che è divenuto popolare per i contenuti pirata. Secondo uno studio commissionato da NBCUniversal, lo scorso anno 6,7 petabyte – un petabyte è un milione di gigabyte – di contenuti non autorizzati sono stati scambiati su BitTorrent.

RIVOLUZIONE? Dopo il fallimentare lancio dell’operazione U2-Apple, il leader della band inglese, che nella musica ha caratterizzato come nessun’altra il passaggio tra i due millenni, potrebbe aver trovato un sistema di distribuzione innovativa per musicisti e/o registi. Non più iTunes o Amazon, ma direttamente BitTorrent. Nessun contenuto verrà svenduto o comprato sottocosto, né si fa pubblicità mascherata a una grande azienda o spacciato per ‘free’ un contenuto invece profumatamente pagato. Una risposta, seppur non diretta, alla Apple e simili, ma anche Spotify, la web radio che paga un artista tredici dollari ogni centomila riproduzioni di una sua canzone.

Valentina Gravina

@valegravi

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