Giornata Mondiale dell’Ambiente 2013, Think – Eat – Save

giornata mondiale dell'ambienteThink – Eat – Save: pensa prima di mangiare e contribuisci a salvare il mondo. Questo è il tema scelto quest’anno per festeggiare la Giornata Mondiale dell’Ambiente voluta e organizzata ogni anno dall’Onu sin dagli anni ’70, e celebrata il 5 giugno, per offrire momenti di riflessione attorno a tematiche specifiche che non conoscono confini geografici.
Al centro della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2013 , il problema degli sprechi alimentari, procurati sia dall’industria, che dalla distribuzione e dai consumatori. L’invito che l’Onu lancia è di impegnarsi concretamente perché i milioni di tonnellate di cibo perduti ogni anno vengano abbattuti, e tutti insieme contribuiamo a gettare le basi per un futuro sostenibile.

Secondo la Fao circa un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo, per un valore di circa 1.000 miliardi di dollari, va perduto o sprecato nel corso della produzione e del consumo. È a livello di produzione – raccolto, trasformazione e distribuzione – che si registrano le principali perdite alimentari, mentre gli sprechi si addebitano soprattutto ai consumatori e ai dettaglianti, come negozi e mercati, abituati a eliminare elevate quantità di cibo ancora commestibile, ma che la scadenza ravvicinata spinge a rimuovere dal circuito di vendita.

Sempre secondo la Fao, i circa 300 milioni di tonnellate di cibo dissipato nei paesi industrializzati equivalgono pressappoco alla produzione alimentare dell’Africa Subsahariana, e potrebbe servire a nutrire gli 870 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo. Numeri che hanno spinto Achim Steiner, sottosegretario Generale dell’ONU e direttore esecutivo dell’UNEP, a commentare così: «In un mondo di sette miliardi di persone, che raggiungerà i nove miliardi nel 2050, sprecare cibo è assolutamente illogico, dal punto di vista economico, etico e ambientale».
C’è infatti anche un problema ambientale, se si pensa a quante risorse vengono utilizzare per produrre il cibo – acqua, terra, mano d’opera – e l’impatto dovuto alla produzione di gas serra che si sprigionano sia dalla decomposizione del cibo nelle discariche che dal trasporto degli alimenti che vengono gettati.

Anche altri dati evidenziano la necessità della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2013 per sensibilizzare i cittadini del nostro Paese e del mondo. A livello domestico, solo in Italia, lo spreco di cibo comporta una perdita di 1.693 euro l’anno a famiglia. È uno dei dati emersi dal sondaggio condotto da Laste Minute Market/Università di Bologna con Swg, e diffuso a Torino lo scorso 2 giugno, in occasione di Eating Day, iniziativa contro gli sprechi alimentari.

Tra le altre informazioni del sondaggio, emerge che il 67% del campione interpellato è d’accordo su sgravi fiscali per chi adotta soluzioni anti spreco, donando le eccedenze. Mentre il 62% vede di buon occhio la possibilità di inserire nelle scuole corsi per sfruttare bene tutti gli alimenti in cucina, una sorta di “neo-economia domestica”.
In ogni caso, tutti concordano sul fatto che lo spreco alimentare vada evitato. Per motivi etici, economici, ambientali.

L’Eating Day di Torino ha fatto la sua parte nello sforzo di sensibilizzare le persone su questi temi: l’iniziativa ha previsto un pranzo gratuito per 3.000 commensali, preparato recuperando il cibo dagli scarti del commercio alimentare della provincia di Torino. Il peso complessivo dei prodotti utilizzati si è aggirato intorno ai 139 kg, per il cui trasporto sono stati emessi 132 kg di CO2, con una media 0,90 kg di CO2 per alimento. Un impatto ambientale decisamente basso, se si pensa che per trasportare 1 kg di asparagi dal Cile si emettono la bellezza di 6,9 kg di Co2.

Valeria Nervegna

foto via da thewastespace.com, da Giornalettismo.com, da blog.dothegreenthing.com

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