The Others – L’arte combatte la crisi a Torino

Hambient 2.0 - Marco Luca Greppi  The Others

Hambient 2.0 – Marco Luca Greppi

Torino – Giunta alla sua terza edizione la rassegna artistica The Others non smette di stupire pubblico e critica. Confermando la suggestiva location delle Ex Carceri Le Nuove di Torino, quest’anno la mostra si rinnova, ritagliandosi uno spazio d’eccellenza tra i diversi eventi che stanno attanagliando la città. Merito del successo è indubbiamente l’innovazione della proposta artistica; ci si distanzia volutamente dalla staticità delle tradizionali fiere d’arte, puntando su originalità e dinamicità, divenendo così un’incubatrice di idee.

Il tema di quest’anno è intitolato BOOM!, parola e onomatopea che chiaramente simboleggia l’esplosione d’arte ma, approfondendo meglio, il significato a cui si vuole aspirare è quello di anti-crisi. Si spingono gli artisti a proporre un progetto esplosivo che si discosti dall’immobilismo e dalla lamentela; «sui dizionari, tra i contrari della parola “crisi”, appare proprio Boom» ci tengono a precisare il direttore artistico Olga Gambari e il comitato scientifico composto da Roberta Pagani e Stefano Riba.

E così i tre piani del carcere sono colmi di opere ed installazioni di diverso stampo e stile. È notevole come le vecchie celle, luogo cupo e grigio per nascita, siano trasformate in luoghi d’arte mantenendo però quell’innata suggestione che il luogo richiama (all’interno delle celle è possibile scorgere vecchi bagni, griglie di protezione alle finestre e qualche scritta a matita di ex detenuti).
Ogni artista, nello spazio riservatogli, esprime con il proprio lavoro il personale concetto di crisi e risollevamento, allietando lo spettatore con le idee più disparate.

Tra le molteplici opere si scorge il progetto Hambient 2.0 di Spazio100, ideato da Marco Luca Greppi, che presenta le diverse contaminazioni esistenti tra geografia, ambiente e arte. All’interno della cella è possibile scorgere quadri e sculture di pinguini ricoperti di un materiale nero corvino che ricorda delle macchie di petrolio; lo stesso invade il bagno della cella trasformandola in un’inquietante e apparente invasione di blatte. L’associazione Lavoro Sporco, facente capo ai tre artisti Massimo Dalla Pola, Quadreria Romantico Seriale e Fabrizio Segaricci, espone invece interessanti dipinti.

Depression time - Luca De March  The Others

Depression time – Luca De March

Quadreria Romantico Seriale propone una serie di opere dal titolo Alchemical Business Resources dove mette in evidenza la carnalità dei rapporti tra gli esseri umani, giocando sul duplice significato (lavoro-pena) della parola labor. Gioca invece con l’ironia lo Spazio San Giorgio che appende alle pareti immagini della Walt Disney rielaborate e rivisitate in chiave contemporanea, come visibile dalla Biancaneve ritratta in Depression time di Luca De March. Di forte impatto l’esposizione di Pastore & Bovina Spinae che vede protagonisti un manto rosso sangue alle spalle di un cuore con spine di porcellana. Un misto tra erotismo e sacro, una voluta ambiguità che si instaura nella corrente più radicale dello stilismo italiano di cui i due artisti fanno parte.

Curiosa e minuziosa la proposta di Daeyoung Kang che espone opere fatte a mano ritraenti zanzare intrappolate in lampadine oppure attorcigliate ad un gusto d’uovo. È interessante la sensazione che questa esposizione suscita nello spettatore che, di fronte alla rappresentazione di un animaletto tanto antipatico, rimane affascinato dalla perfezione e precisione dell’esecuzione dell’artista.

Alex Angi invece dà un vero significato visivo al tema BOOM! Le sue sale sono esplosioni di colori ma ciò che più importa è il materiale utilizzato, ovvero la plastica. Questo materiale, secondo l’artista, è ciò che rappresenta la contemporaneità moderna ed è il mezzo tramite cui oggi l’uomo forgia le figure. «Nella mia ricerca e grazie al materiale che ho scelto “la plastica” che sia con i nanoland, plastic invasor, plastic land o multivers, cerco attraverso le emozioni, le forme, i sensi, di codificare e di dare forme a un vivente ancora in divenire», sono le parole di Alex Angi.

Mosquito Egg - Kang Daeyoung The Others

Mosquito Egg – Kang Daeyoung

La galleria d’arte De Chirico presenta invece il lavoro fotografico di Max Caffell, che ha come protagonista la fioritura per eccellenza: la splendida figura di una donna incinta. La galleria d’arte Meliga propone invece un progetto espositivo dedicato a Leslie R. Krims, acceso fautore del dissacramento dello stereotipo americano.

Tante ancora le opere e tanti i modi di espressione diversi che rendono indubbiamente questa mostra unica nel suo genere e che ha attratto un numeroso e caloroso pubblico, denso di collezionisti ma anche di curiosi amanti d’arte. È indubbiamente uno spunto di riflessione di come l’arte possa esprimere, talvolta anche in modo semplice, la realtà odierna e di come, soprattutto, possa reinventarsi e servire per risollevare la criticità della società.

Lo esprimono al meglio le menti che hanno reso possibile questa realizzazione Olga Gambari, Roberta Pagani e Stefano Riba: «Che è ciò che ci piace dell’arte; la sua possibilità infinita di riflettere, sovvertire, proporre pensiero e inventare futuro. E allora Boom!».

The Others

Ex-carcere Le Nuove, Via Paolo Borsellino 3, Torino

Venerdì 8 novembre 18-01

Sabato 9 novembre 18-01

Domenica 10 novembre 18-01

Ingresso 5 Euro

theothersfair.com

Alessia Telesca

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