Terrorismo, tutti i morti della Jihad

Oltre cinquemila vittime in un mese: uno studio della BBC mostra la reale portata del terrorismo jihadista nel mese di Novembre 2014

terrorismoSolo pochi anni fa, quando veniva ucciso Osama Bin Laden, decapitando Al Qaeda, e il Nordafrica esplodeva nella Primavera Araba, erano in molti a pensare che il terrorismo fosse un fenomeno ormai in declino. Oggi, uno studio della BBC, in collaborazione con l’International Center for the Study of Radicalization (Icsr) del King’s College di Londra ci restituisce una realtà ben diversa.

LO STUDIO – Lo studio scatta una fotografia del mondo e dei costi umani della jihad nel Novembre 2014, mostrando l’effettiva portata del terrorismo musulmano oggi, i suoi metodi, le sue principali direttrici e le aree geografiche più colpite.

I NUMERI – Il professor Peter Neumann, direttore del centro di ricerca, ha definito le scoperte della ricerca tanto importanti quanto inquietanti: sono 5042 le vittime dei 664 attacchi jihadisti che hanno avuto luogo dall’1 al 30 novembre. La media è di 7 vittime ogni ora, il 57% delle quali nella popolazione civile.

DOVE – Lo studio rafforza l’opinione diffusa che la maggior parte degli attacchi jihadisti avvenga nel Medio Oriente: effettivamente Siria (14%, 693 vittime), già in piena crisi umanitaria, Iraq (35%, 1770) e Afghanistan (16%, 782) sono tra i paesi più pericolosi. Tuttavia, anche Paesi come Nigeria, Somalia e Pakistan sono falcidiati dal terrorismo, nonostante ricevano poca attenzione dai media occidentali. Basti pensare che nel mese di Novembre 786 nigeriani – 699 civili – sono caduti vittima del terrorismo, più che in Afghanistan e in Siria.

AL QAEDA E GLI ALTRI – Dopo l’attacco alle Torri Gemelle sarebbe bastato nominare Al Qaeda per suscitare paura nei cittadini dei Paesi occidentali. Oggi però il gruppo terroristico non ha più il monopolio del terrorismo: anche se sarebbe falso pensare che il ruolo di Al Qaeda sia terminato e non considerare più una minaccia il gruppo facente capo a Ayman Al-Zawahiri, oggi oltre il 60% degli attentati vengono perpetrati da organizzazioni non affiliate ne afferenti alla sua sfera di influenza. E se da un lato l’Isis si conferma anche nei fatti la minaccia terrorista numero uno, avendo ucciso 2206 persone in un solo mese, dall’altro lo studio mostra che una miriade di gruppi terroristici stanno sorgendo in diverse aree nel mondo e costituiscono una minaccia. In particolare Boko Haram, il gruppo nigeriano divenuto famoso per i rapimenti di giovani donne locali, ha acquisito un’organizzazione tale da consentirgli l’uccisione di oltre ottocento persone (la maggior parte civili) nell’arco dei trenta giorni campione.

terorismoSTRATEGIE – Anche le strategie dei terroristi sono in continua evoluzione e sono sempre più radicate nel territorio. Gli attentati suicidi ed i bombardamenti spettacolari che tanto hanno impaurito la popolazione occidentale non sono più diffusi dell’artiglieria e delle fucilazioni, che anzi ad oggi sono i due strumenti più utilizzati nella jihad. Un altro dato che evidenzia come il terrorismo islamico sia ben lontano dall’estinzione, e anzi più che mai articolato, complesso e in evoluzione.

Alessio Perrone
@alessioperrone

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Source: http://www.bbc.com/news/world-30080914

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