Terrorismo: ecco perché ha ragione Di Battista

Di Battista

«Deliri d’estate: credo non ci siano altre parole per definire le espressioni di Alessandro di Battista. Parole fuori luogo e incredibili, pronunciate da parte di un rappresentante delle istituzioni», «Sono proprie le parole, come quelle pronunciate da Di Battista, ad incitare all’odio, e l’eco mediatico di cui Grillo si è reso complice contribuisce a fomentare quel fondamentalismo che invece occorre combattere. Un’agghiacciante vergogna», «Di Battista invece apre bocca a sproposito e utilizza parole intrise di terzomondismo e di retorica, governate da presunzione e ignoranza. Le sue dichiarazioni sono indegne di un rappresentante delle istituzioni. Si dimetta». Pioggia di critiche bipartisan per il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista. Nel blog di Beppe Grillo il parlamentare romano nel suo lungo pezzo a un certo punto ha scritto questa frase che ha creato enormi polemiche: «Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell’era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. È triste ma è una realtà». Attenzione. Di Battista non ha scritto che è una bella cosa o che bisogna difendere e supportare i terroristi. Ha semplicemente descritto quanto da anni succede in medio oriente.

COSÌ È TROPPO FACILE - Come denuncia nei suoi libri il giornalista e scrittore Massimo Fini, gli americani – a cui si può dare legittimamente ragione o meno – non fanno le guerre nella maniera tradizione, cioè con i combattimenti corpo a corpo. Loro preferiscono telecomandare un drone da casa loro, senza rischiare nulla. Come possono i loro nemici rispondere? Gli iracheni, così come gli afghani, vivono in uno stato di povertà che gli occidentali non possono neanche immaginare. La tecnologia degli americani se la possono solo sognare. Per cui l’unica cosa che possono fare, proprio come ha scritto Di Battista, è usare la terribile arma del terrorismo.

Di Battista

DISPARITÀ - Ma forse il problema è a monte, e cioè che secondo la maggioranza degli occidentali le popolazioni contro cui si abbattono le potentissime armi americane non avrebbero il benché minimo diritto di difendersi. Dovrebbero arrendersi e basta. Si da per scontato che gli Stati Uniti e quindi l’occidente siano legittimanti a distruggere chi ha una visione del mondo diversa. Peccato che queste popolazioni che da anni subiscono di tutto non ci stanno a vedere la propria terra invasa, le proprie tradizioni buttate, le proprio regole distrutte. E per difendere la loro identità, la loro storia, i loro valori, sono disposti anche a ricorrere al terrorismo se non gli si lascia altra scelta. Gli americani, invece, non lottano per nessun principio ma solo per scopi economici. Anche in questo caso, è difficile dare torto a Di Battista quando scrive che «il petrolio è la causa della stragrande maggioranza delle morti del XX e XXI secolo». Se ai loro bei dollaroni e ai loro bei pozzi di petrolio ci tengono così tanto, allora gli americani dovrebbero avere almeno la decenza di combattere lealmente, uomo contro uomo, e non uomo contro macchina. Così facendo, il terrorismo smetterebbe automaticamente di essere l’unica arma a disposizione delle popolazioni che vivono in zone di guerra.

I TERRORISTI? GLI STAVANO SIMPATICI - Quando si parla di politica internazionale, sarebbe ora che i politici italiani la smettessero di difendere sempre e comunque gli Stati Uniti. In una nota, la deputata di Forza Italia Stefania Prestigiacomo a proposito del post di Di Battista ha scritto: «Questa volta, però, è stato superato il limite: il terrorismo va contrastato senza se e senza ma, non ammette di certo interlocuzioni o forme di dialogo». Sarebbe davvero curioso sapere cosa pensa la Prestigiacomo a proposito del fatto che gli Stati Uniti – cioè il paese con cui si è alleato l’Italia – hanno inizialmente supportato una persona così perbene come Saddam Hussein. È vero, gli americani ci hanno liberati dal fascismo e per questo bisogna essergli grati, ma ciò non può voler dire che bisognerà per sempre essere i loro burattini e i loro avvocati d’ufficio.

I PUNTINI SULLE I - Sia chiaro, chi ha scritto questo pezzo non lo ha fatto per una particolare simpatia nei confronti del Movimento 5 Stelle. A seguito di un articolo intitolato «Movimento 5 Stelle: un suicidio chiamato Farage» al sottoscritto i grillini scrissero cose carinissime come: «evitate di mettere questi post stupidi di corrente piddina tanto non spaventate nessuno», «La credibilità l’avete persa voi da 22 anni..! E qualche povero beota ancora vi da il voto…!!!», «no cari maiali che vorreste affossare il nostro paese, al suicidio ci arriverete voi». E non sono stati riportati gli insulti più pensanti solo perché chi scrive, a differenza di molti esponenti del Movimento 5 5telle, ha il senso della decenza. Ma se si vuole essere intellettualmente onesti, bisogna giudicare la luna e non il dito che la indica. Motivo per cui si può finire per dar ragione anche all’esponente di una forza politica i cui sostenitori ti hanno insultato.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto:  imprese5stelle.org; chiarelettere.it

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