Sterminio in Nigeria, l’inferno di Boko Haram

Il gruppo jihadista Boko Haram, attivo nel nord della Nigeria, ha già colpito più volte dall’inizio dell’anno. Migliaia i morti

boko haramA pochi giorni dall’attentato a Parigi, ecco notizie di nuovi attacchi di terrorismo jihadista, stavolta in Nigeria. Boko Haram colpisce ancora la popolazione civile nigeriana, e adesso l’opinione pubblica internazionale comincia a concedergli più attenzione. Dall’inizio dell’anno, sono già stati diversi gli attacchi del gruppo jihadista, concentrati soprattutto negli stati settentrionali della repubblica federale nigeriana.

IL PRIMO ATTACCO – Da giovedì 8 gennaio continuano ad arrivare in Europa notizie su ripetuti attacchi a villaggi nel nord del Paese. Dal 3 al 7 gennaio il gruppo, con artiglieria pesante e con l’uso di bombe incendiarie, ha attaccato e distrutto un numero tra quindici e venti villaggi dello stato del Borno, al confine con Niger, Ciad e Camerun. Particolarmente violento l’attacco al villaggio di Baga, sul lago Ciad, dove le bombe incendiarie avrebbero dato fuoco a tutte le capanne e ucciso fino a duemila persone, anche se si tratta di cifre ufficiose. Migliaia di persone hanno varcato il confine recandosi in Ciad e nelle nazioni circostanti. L’attacco ha coinvolto anche uno dei centri militari della Multinational Joint Task Force (Mnjtf), l’iniziativa di sicurezza organizzata in collaborazione tra Nigeria, Niger e Ciad.

IL 10 GENNAIO – Poi di nuovo attacchi e morti, di nuovo nel nord-est del Paese, di nuovo nel Borno. Nella giornata di ieri l’attentato è avvenuto al mercato di Maiduguri, la capitale, ed è stato lanciato da una bambina di dieci anni. Diciannove i morti, diciotto i feriti confermati. Non è chiaro se la bambina fosse una volontaria consapevole o se più probabilmente l’ordigno sia stato azionato a distanza. Pare che l’ordigno fosse stato rilevato dal metal detector, ma che i vigilantes non abbiano fatto in tempo ad intervenire prima della deflagrazione. Al mercato di Maiduguri è il secondo attentato negli ultimi due mesi – a novembre altre due ragazze si erano fatte esplodere e una terza non era riuscita nelle sue intenzioni per puro caso. Pare che gli stessi genitori avessero indotto le giovani al sacrificio.

ALLARME – C’è chi grida da tempo all’allarme nella regione, ma alla luce dei fatti recenti le voci di denuncia e le richieste di aiuto si moltiplicano. Amnesty International ha dichiarato che si tratta con ogni probabilità dell’attacco più letale della storia di Boko Haram. L’Alta Commissione dell’Onu per i Rifugiati (Unhcr) sottolinea la precarietà delle condizioni in cui versa la popolazione civile e l’ imminente crisi umanitaria a causa delle massicce migrazioni di coloro che sono in preda al terrore. Nel frattempo, anche gli eserciti di Nigeria, Ciad e Niger chiedono aiuto, nonostante il governo nigeriano sia da tempo criticato dall’opinione pubblica per l’insufficienza delle sue azioni e della preparazione dell’esercito per combattere Boko Haram.

boko haramCHI E’ BOKO HARAM – L’organizzazione Boko Haram è nota all’opinione pubblica dal 2009, quando fu promotrice di guerriglie e disordini con l’obiettivo di creare uno stato islamico nel nord della Nigeria, e ancora più a causa dei ripetuti rapimenti di ragazze per convertirle all’Islam e venderle sul mercato nero – per cui fu lanciata la campagna #BringBackOurGirls. Tuttavia, Boko Haram ha origini più antiche. Fu fondata nel 2002 come “Gruppo della Gente della Sunna per la propaganda religiosa e il Jihad”. Il suo obiettivo iniziale era principalmente osteggiare l’educazione occidentale, da cui il nome informale Boko Haram, “l’educazione occidentale è sacrilegio”.

OBIETTIVO SHARIA – Dal 2009 l’obiettivo è cambiato, diventando sempre più bellico. Con la morte del fondatore Yusuf e la presa del potere da parte di Abubakar Shekau, Boko Haram ha intrapreso azioni più violente di jihad soprattutto nel nord-est della Nigeria. Il fine: costituire uno stato islamico fondamentalista in cui viga la sharia. Altre brutte notizie sul fronte terroristico nel mondo occidentale ancora sotto choc dopo l’attentato di Parigi, che alimentano la psicosi attentati.

 Alessio Perrone

@alessioperrone

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