“Terra dei Fuochi”, Campania: un’emergenza tutta italiana

Rogo di rifiuti tossici

Uno dei tanti roghi appiccati

Napoli – In un paese tristemente abituato alle stragi e molto spesso incapace di fronteggiarle, c’è una tragedia che si consuma lentamente, giorno per giorno; vittime giovani e meno giovani si immolano sull’altare del malaffare e dell’indifferenza: è il dramma della “Terra dei Fuochi” di cui molti sanno e pochi parlano.

Terra dei fuochi – La Terra dei fuochi, in passato “Terra di Lavoro”, è un territorio che si estende per 24km quadrati tra le province di  Napoli e Caserta. E’ il luogo in cui per molti anni la Camorra ha sversato illegalmente rifiuti tossici provocando una vera e propria catastrofe ambientale. L’appellativo di Terra dei fuochi, utilizzato da Saviano in Gomorra, deriva dalla pratica barbara di appiccare roghi per smaltire, più velocemente ed in economia, i cumuli di rifiuti di varia origine e provenienza.

Le indagini – Le indagini sullo smaltimento illegale di rifiuti tossici provenienti dal Nord-Italia ma anche da altri paesi europei (come hanno sostenuto diversi pentiti) sono iniziate nel 1993. Venti anni lunghissimi in cui Stato ed Istituzioni, hanno sottovalutato la gravità della situazione e si sono limitati a “guardare dalla finestra” e a gestire, tamponando superficialmente, le varie “emergenze rifiuti” che si susseguivano nel corso del tempo, senza dare alcuna risposta risolutiva. C’è, chi, come il quotidiano britannico The Indipendent sostiene che il problema dei rifiuti tossici sia il risultato di un patto tra la criminalità organizzata, i poteri forti dello Stato, i servizi segreti e la massoneria per salvare l’industria nazionale. La distruzione di quella che un tempo era la “Campania Felix” sarebbe stato, dunque, il prezzo accettabile da pagare per salvare l’economia nazionale. Ma aldilà delle ipotesi e delle supposizioni, bisogna fare i conti con la realtà, la realtà di una terra avvelenata, addolorata ed abbandonata a sé stessa per troppo tempo.

La malattia” – Terra dei fuochi significa, infatti, sofferenza, dolore che oggi sta diventando sempre più indignazione. Essa è infatti sinonimo di Tumore, il male incurabile che sta decimando la popolazione di questi luoghi e che gli abitanti stessi chiamano “La Malattia”, perché la parola Tumore è quasi bandita, fa paura. Secondo un rapporto del Ministero della Salute, in Campania si muore più che altrove. C’è l’8% in più di possibilità di contrarre patologie. Il binomio inquinamento-malattie è, dunque, un dato di fatto.

La necessità di reagire – Di fronte a questa tragedia, che sta portando ad un vero e proprio genocidio, molti sono quelli che hanno deciso di reagire e di lottare affinché il problema campano venga riconosciuto come emergenza nazionale e non più territoriale: a sostegno di tale tesi giova ricordare  che i prodotti agricoli campani arrivano sulle tavole di tutti gli italiani che, dunque, non possono rimanere indifferenti. La protesta ha i volti dei giovani che vogliono un futuro migliore per loro stessi, degli adulti, che ormai condannati ad un terribile destino, premono affinché le cose cambino e dei preti-coraggio, come Don Maurizio Patriciello, da sempre impegnato nel sensibilizzare le Istituzioni sul tema.

Vip

Alcuni dei volti noti che hanno aderito all’iniziativa. Da destra Federica Pellegrini, Selvaggia Lucarelli ed Alessia Marcuzzi

La bonifica – I cittadini di Casal di Principe, Caivano e Giugliano (ma l’elenco è molto più lungo) chiedono a gran voce la bonifica delle discariche illegali ed un intervento dell’esercito sul territorio per bloccare il diffondersi dei roghi che, dal 1° gennaio del 2012, sono più di 6000.

La mobilitazione in rete – E’ la rete a guidare la protesta: oltre ai siti internet laterradeifuochi.it, che appunto denuncia quotidianamente i reati ambientali in Campania, vari sono i profili Facebook che cercano di mantenere viva l’attenzione su questi temi: in primis “la terra dei fuochi non deve morire” e “la terra dei fuochi non è sola”. Quest’ultima è frutto di un’iniziativa della blogger e giornalista di LiberoSelvaggia Lucarelli, che ha invitato i personaggi dello spettacolo a dimostrare la propria solidarietà “adottando” simbolicamente le cittadine della Terra dei Fuochi.

Si spera che il tutto non rimanga lettera morta e che dalla “reazione” si passi “all’azione”.

Alessandra Pelle

youthunitedpress.com

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