INTERVISTA Terra dei Fuochi, Ferrillo: «Vogliamo uno Stato più forte della Camorra»

Angelo Ferrillo

Angelo Ferrillo (movimento5stellestabia.it)

Napoli - Il caso della Terra dei Fuochi domina negli ultimi tempi la scena mediatica italiana. Dopo anni di apparente silenzio, la popolazione è scesa ripetutamente in piazza per gridare la propria disperazione e indignazione nei confronti dello smaltimento illegale dei rifiuti speciali e delle proliferazione dei roghi tossici. L’aumento esponenziale delle patologie tumorali e il senso di impotenza di chi, quotidianamente, si vede circondato da fumi che avvelenano l’aria di un territorio già martoriato, spingono a chiedere sempre di più un intervento massiccio delle istituzioni.

Abbiamo affrontato la questione con Angelo Ferrillo, blogger e anima de laterradeifuochi.it, un sito che denuncia, già da qualche anno, l’ignobile pratica dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici nel territorio compreso tra le province di Napoli e Caserta.

Un nuovo tassello al caso “Terra dei Fuochi” è stato aggiunto con  la desecretazione dei verbali  dell’audizione di Carmine Schiavone, il pentito del clan dei Casalesi, dinanzi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo rifiuti. Cosa ne pensa? La rimozione del segreto vi ha permesso di acquisire nuove informazioni rispetto a quanto denunciate da tempo?

«L’audizione di Schiavone non aggiunge ‘nulla di nuovo sotto il sole’ in quanto si tratta di informazioni che circolano da tempo. La cosa grave, a mio avviso, è il persistente immobilismo delle istituzioni. In Campania la situazione è ferma all’anno zero ed è da registrarsi una vera e propria inesistenza delle procure, l’assoluta inadeguatezza delle istituzioni e la carenza di risorse e mezzi di coloro che sono preposti al controllo del territorio».

Se le istituzioni sono state in silenzio, in tutto questo tempo che ruolo hanno avuto i cittadini? Al momento la mobilitazione è molto forte ed alta è l’attenzione mediatica, ma nel ventennio trascorso cosa ha fatto il popolo per farsi sentire?

«Anni fa furono fatte parecchie denunce che, purtroppo, sono rimaste inascoltate.  Qualcuno all’interno delle istituzioni non ha fatto il proprio dovere a causa di una corruzione dilagante, che ha invaso ogni ambito. Non è normale che il traffico dei Casalesi sia stato scoperto quando ormai era arrivato al suo culmine. Una magistratura che arriva in ritardo, è una magistratura  incompetente, non all’altezza del suo ruolo. Chi, ancora oggi, nelle procure o in ambito giornalistico continua a chiederci cosa abbia fatto la popolazione negli ultimi 20 anni, dovrebbe vergognarsi e riconoscere il  fallimento delle istituzioni.  In una Paese normale, infatti, anche una sola denuncia avrebbe prodotto risultati. Con riferimento, poi, alla forte mobilitazione di questi mesi, va considerato che, accanto ad un popolo ormai giunto allo stremo, ci sono persone che pilotano l’attenzione mediatica per motivi di carattere puramente economico: diventare protagonisti di quello che si prefigura come un nuovo business,  l’attività di  bonifica.

Il governo ha annunciato la presentazione del  decreto anti-roghi tra qualche settimana. Si prevedono sanzioni da 2 a 5 anni di carcere per chi è sorpreso ad appiccare roghi e più di 6 anni per le persone colpevoli di sotterrare rifiuti tossici. E’ quello che vi aspettavate?

roghi la terra dei fuochi

Uno dei tanti roghi appiccati (canale58.com)

«Nel nostro codice penale esistono leggi che prevedono la detenzione fino a 12 anni per chi compie reati ambientali. Basterebbe applicare la legge ordinaria piuttosto che ricorrere a leggi speciali. Quello che manca è la volontà giudiziaria di applicare la legge. Questo decreto è dunque, l’ennesima beffa».

Cosa ne pensa della protesta nei confronti dell’inceneritore di Giugliano? L’esperienza dei paesi del Nord Europa dimostra che dallo smaltimento dei rifiuti si può trarre un grosso beneficio per la collettività.

«Noi non siamo il Nord Europa, le nostre città hanno gravi carenze infrastrutturali che devono essere colmate prima di pensare ad altri tipi di intervento. È vero che i roghi tossici sono peggio dell’inceneritore, ma nel 2013 possiamo pensare a soluzioni tecnologicamente più avanzate partendo dal finanziamento della raccolta autonoma dei rifiuti non onerosa per la collettività. Molte imprese vogliono speculare sulla costruzione dell’inceneritore ma, la promessa di portare l’acqua calda nelle case basandosi sull’energia prodotta dallo stesso, è pura utopia in un territorio in cui tutto si è sviluppato all’insegna dell’abusivismo e dell’illegalità».

Qual è dunque  la ricetta per fronteggiare la problematica al momento?

«È necessaria una bonifica della classe politica  a livello regionale, provinciale e comunale per ripulirla dalla corruzione dilagante.  Contemporaneamente bisogna dar vita ad un’attività di progettazione di un nuovo piano nazionale per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Il tutto sotto la guida di uno Stato che deve essere più forte della Camorra, dunque, in possesso di uomini mezzi per il controllo del territorio e, soprattutto, di quella credibilità persa nell’ultimo ventennio».

Sul suo blog afferma: «Mi auguro di poter scrivere al più presto la parola fine». Chi o cosa segnerà la fine?

«La fine è già iniziata. Portare in piazza migliaia di persone indipendentemente dal proprio colore politico e senza l’aiuto di organizzazioni sindacali o della Chiesa è stata una vittoria. Ciò segna l’inizio della fine, perché  la gente è stanca e se non avrà risposte continuerà a fare pressione per ottenerle».

Cosa ha da dire in merito alle notizie che circolano sulle fratture esistenti fra i vari comitati?

«Si tratta di notizie fondate: siamo un popolo diviso, la storia insegna. Bisogna avere, però, l’umiltà di fare un passo indietro di fronte all’importanza dell’obiettivo comune perseguito. A tal proposito, mi preme sottolineare che noi, come movimento, apprezziamo l’attività dei vari comitati che operano sul territorio. Siamo preoccupati, però, dalla forte presenza, in alcuni di questi, di persone che portano avanti interessi propri, professionisti della lotta antagonista, della guerra di strada e della prevaricazione che, con il loro comportamento, rischiano di oscurare il vero obiettivo per cui tutti stiamo combattendo».

Parteciperà alla manifestazione indetta per il 16 Novembre?

«Sì, ho già confermato la mia adesione».

L’AUDIO INTEGRALE DELL’INTERVISTA

Alessandra Pelle

 

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Una risposta a INTERVISTA Terra dei Fuochi, Ferrillo: «Vogliamo uno Stato più forte della Camorra»

  1. avatar
    marianna 11/11/2013 a 13:26

    uno squarcio nel silenzio mediatico!

    grazie!!!

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