Tennis, Us Open: Rafa Nadal vince il suo 13° Slam

Nadal solleva al cielo il suo secondo trofeo a New York, in tutto 13 prove dello Slam in carriera

Nadal solleva al cielo il suo secondo trofeo a New York, in tutto 13 prove dello Slam in carriera

New York – Dall’uscita al 1° turno di Wimbledon, alla vittoria dello Us Open. L’estate di Rafa Nadal si è rivelata una cavalcata inarrestabile verso un duplice traguardo, quello della vittoria nell’ultimo Slam della stagione e il n° 1 al mondo (assalto fallito per poco meno di mille punti), che ne conferma l’enorme capacità di recuperare anche dagli infortuni più gravi, come quello occorsogli lo scorso anno.

Fatto sta che della tracotanza fisica e agonistica di Nadal ne ha fatto le spese, nella finale di Flushing Meadows, proprio il finalista dell’anno scorso e attuale dominatore della classifica, Novak Djokovic, che pur strappando un set allo spagnolo si è arreso con il risultato finale di 6-2 3-6 6-4 6-1.

Per il giocatore di Manacor, che ha fatto del Roland Garros il “suo” regno con otto titoli vinti dal 2005 a oggi (non ci riuscì solo nel 2009 quando, complice l’eliminazione agli ottavi da parte di Robin Söderling, “lasciò” l’onore a Roger Federer), si tratta del 13° titolo dello Slam in carriera (1 Australian Open, 8 Roland Garros, 2 Wimbledon e 2 Us Open), a una sola lunghezza di distanza da Pete Sampras, che chiuse con 14 Slam all’attivo, e a quattro titoli da Roger Federer, il cui recente crollo di risultati lascia dubbiosi sulla possibilità che, in un futuro prossimo, possa aggiungere altri Slam al suo record.

Lo spagnolo, al 60° titolo in carriera, ha così battuto Djokovic in una finale Slam per la terza volta, dopo lo Us Open 2010 e il Roland Garros 2012, e aggiorna il computo delle sfide tra i due a 22 vittorie e 15 sconfitte (una delle rivalità, in termini numerici, più importanti della storia del tennis). Vittima sacrificale preferita nelle finali di Nadal resta però proprio Federer, sconfitto per sei volte (4 a Parigi, una a testa per Londra e Melbourne).

I giocatori erano giunti alla finale con due cammini diversi: per Djokovic, infatti, la semifinale contro un redivivo Stanislas Wawrinka, capace di eliminare dal torneo addirittura Andy Murray, trionfatore della scorsa edizione, è stata un affare da conquistare fino all’ultimo punto, mentre l’altra semifinale che ha visto opposto Nadal a Gasquet, pur avendo rischiato il primo di perdere il secondo set, si è rivelata una delle tante formalità della carriera.

Stefano Maria Meconi

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