Tennis, Us Open: al via l’ultimo Slam dell’anno

New York – Prenderà il via domani alle 11 del mattino, le 17 in Italia, nella cosmopolita cornice di Flushing Meadows la 131esima edizione degli Us Open Championship, l’ultima prova del Grande Slam dell’anno. Con l’assenza di Rafael Nadal nel tabellone maschile, il torneo perde il finalista dell’anno scorso, fermato a causa di un’infiammazione del ginocchio.

Regolarmente ai blocchi di partenza saranno il trionfatore della scorsa edizione, il serbo Novak Djokovic, e l’attuale n°1 del mondo e favorito dai pronostici, lo svizzero Roger Federer, reduce da una prima metà dell’anno assolutamente invidiabile, con 6 titoli vinti (tra i quali il suo settimo Wimbledon) e la riconquista del trono mondiale, l’argento nel torneo olimpico di Londra e la recentissima vittoria a Cincinnati. Per gli italiani, possibilità di arrivare al secondo turno per Flavio Cipolla, che affronterà lo sloveno Blaz Kavcic, sfida difficile per Pippo Volandri contro il più quotato francese Jeremy Chardy, appuntamenti non particolarmente impegnativi per il n° 1 d’Italia Andreas Seppi (contro Tommy Robredo) e Fabio Fognini (contro Edouard Roger-Vasselin). Per il trentenne Paolo Lorenzi, che ha da poco raggiunto il suo best ranking al n° 69 del mondo, l’onore delle armi in anticipo per la sfida contro Novak Djokovic.

In campo femminile, l’australiana Samantha Stosur (sconfitta da Francesca Schiavone nella storica finale del Roland Garros 2010, che diede al tennis femminile italiano la prima vittoria in uno Slam) dovrà difendere il titolo dall’attacco congiunto di Victoria Azarenka, Maria Sharapova e Serena Williams, rispettivamente n° 1, 2 e 4 della classifica e favorite d’obbligo. Per la nostra Sara Errani, che l’anno scorso era uscita al primo turno e che dovrà dunque difendere soli 5 punti (alla vincitrice se ne assegnano 2.000, alla finalista 1.400), la possibilità di capeggiare una spedizione tricolore privata del talento di Flavia Pennetta, che a causa di un infortunio al polso non potrà provare a bissare i quarti di finale per la seconda volta consecutiva, dopo la doppietta 2008-2009.

A New York, come già accaduto in altre occasioni, avremo la sfilata finale di un’atleta che ha deciso di ritirarsi dal circuito professionistico. A lasciare il circo WTA, stavolta, è la quattro volte trionfatrice negli Slam Kim Clijsters, che dopo il primo ritiro nel 2007 e il ritorno nel 2009, coinciso con la straordinaria cavalcata proprio agli Us Open – ai quali partecipò grazie ad una wild card e che poi vinse sconfiggendo Serena Williams in semifinale e Caroline Wozniacki in finale – darà l’addio definitivo (chissà!) al tennis. Alla belga, l’onore di aprire il programma serale della prima giornata sull’Arthur Ashe Stadium, contro la statunitense Victoria Duval, domani alle 7 di sera (l’una di notte italiana).

In campo maschile, faranno il loro esordio nella prima giornata i finalisti del doppio appuntamento di Wimbledon 2012, Roger Federer e Andy Murray. Per il cinque volte trionfatore di New York, benché l’assenza di Rafael Nadal sia un punto a favore, la sua rincorsa alla vittoria sarà costellata di match impegnativi, come l’eventuale semifinale proprio con Murray e la finale con Djokovic, che nei due anni precedenti lo ha sconfitto al penultimo atto del torneo, in ambedue i casi al quinto set, con il risultato di 7-5, e dopo che lo svizzero aveva avuto match point a suo favore.

Novak Djokovic, vincitore 2011 (usopen.org)

In caso di vittoria, Federer aggiungerebbe l’ennesimo record alla sua carriera: diventerebbe l’unico tennista uomo della storia (in campo femminile è già accaduto a Steffi Graf, Helen Wills Moody e Chris Evert) ad aver vinto per almeno sei volte due prove del Grande Slam, e soprattutto consoliderebbe il trono del tennis mondiale, avvicinandosi alle 300 settimane al vertice della classifica.

Al di là del tennis giocato, lo Us Open è un torneo che offre grandi sorprese e grande intrattenimento: il Kids Day, dedicato ai bambini, nei quali diversi giocatori scambiano con i piccoli tennisti, la partecipazione sempre numerosissima del pubblico, e anche improvvisi ritardi. La stagione degli uragani, che colpisce gli Stati Uniti da maggio a ottobre, è stata la causa dello spostamento, negli ultimi 3 anni, della finale maschile dalla domenica al lunedì, permettendo così ai semifinalisti di riposare dopo il Super Saturday (si giocano infatti il sabato le semifinali maschili, contrariamente agli altri tre appuntamenti dello Slam che prevedono le semifinali il venerdì e le finali alla domenica).

Tempo permettendo, i prossimi quattordici giorni vedranno tutti gli occhi degli appassionati puntati su New York. Chiunque sia in campo, chiunque vinca o perda, buon tennis a tutti!

Stefano Maria Meconi

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