È tempo di settimane bianche. E se si tingessero un po’ di verde?

settimane bianche

Settimana bianca in montagna

In questo periodo “caldo” per l’organizzazione di settimane bianche, si moltiplicano le proposte di soggiorni turistici in montagna, con un ampio ventaglio di offerte e opportunità per gli appassionati sciatori. Il richiamo delle montagne innevate è irresistibile, tanto da accantonare possibili considerazioni sull’impatto che le attività sciistiche e l’indotto connesso hanno sull’ambiente: eppure, i risvolti ambientali della costruzione di impianti di risalita e della produzione di neve artificiale hanno un peso rilevante. Piace sapere che esistono realtà che vanno controcorrente, e che si impegnano a dare alla settimana bianca un’impronta sostenibile, mettendoci nelle condizioni di vivere la montagna “in punta di piedi”.

IL 70% DELLE PISTE DA SCI SONO IMBIANCATE CON NEVE ARTIFICIALE – Oggi le montagne si innevano meno che non in passato. È un fatto. Complici gli effetti del cambiamento climatico, sulle Alpi, ad esempio, si è registrato un aumento delle temperature pari al doppio rispetto alla media globale, tanto che in 57 delle 666 località sciistiche alpine si raggiungono a mala pena i 30 centimetri di neve necessari per garantire la stagione invernale. La neve artificiale permette agli operatori turistici di compensare questa carenza e di salvare così il turismo invernale, offrendo piste sempre imbiancate. Ma i risvolti ambientali contano, parecchio. Dati WWF alla mano, l’innevamento artificiale interessa in Italia oltre il 70% delle piste da sci da discesa: la neve naturale gioca un ruolo minore, sembra quasi un’integrazione di quella artificiale. Ma per produrre neve artificiale occorrono acqua, energia: sono richiesti 95 milioni di metri cubi d’acqua e 600 GWh di energia all’anno, con una spesa di 136.000 euro per ettaro di pista. A questo si aggiunge l’inquinamento atmosferico dovuto al passaggio dei camion che trasportano la neve “tecnica” e le ripercussioni su flora e fauna degli additivi rilasciati nel terreno.

AUTO ELETTRICHE E SEGWAY PER MUOVERSI NELLE PERLE ALPINE – Ad appesantire il quadro delle settimane bianche è anche il traffico veicolare dei turisti che molto spesso dall’alloggio possono raggiungere solo in auto le piste da sci, ingolfando e inquinando ulteriormente i piccoli centri di montagna.

Alla luce di tutti questi aspetti, esistono esempi virtuosi di località turistiche che si si sono sforzate di contrastare le ripercussioni ambientali della vacanza invernale permettendo di vivere il soggiorno il più possibile nel rispetto della natura. Tra tutte, si distingue la rete delle Perle alpine, in cui rientrano 28 località delle Alpi distribuite tra Italia, Austria, Germania, Francia, Svizzera e Slovenia, che dà grande impulso alla mobilità dolce. Un forte impegno è dimostrato è dimostrato proprio sulla mobilità: qui gli spostamenti sono garantiti da una vasta gamma di veicoli elettrici, che vanno dalle auto ai segway. La tua auto non serve, anzi, se consegni le chiavi all’ufficio turismo, ricevi sconti e vantaggi.
Ottimo lo sforzo anche per limitare l’impatto degli impianti: ad Arosa, ad esempio, sarà presto attivo un collegamento con il comprensorio Lenzerheide attraverso una funivia “Peak to Peak” senza piloni sul terreno, consentendo di alleggerire il traffico veicolare sulle strade del comprensorio Arosa-Lenzerheide.
Ancora, nella Perla salisburghese Werfenweng, la nuova funivia che parte direttamente dal paese, permetterà agli ospiti di lasciare in albergo l’auto, e di salire sugli impianti direttamente a piedi.
In generale, presso tutte le Perle, vengono sviluppati sistemi per il risparmio energetico e per produrre l’energia da fonti rinnovabili.

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Ciaspolata al chiaro di luna

VIVERE 7 GIORNI DA ORSO IN MONTAGNA – Ma esiste un altro modo per vivere la vacanza in montagna in modo sostenibile: valorizzando gli aspetti naturalistici del territorio. Ad esempio, specie di animali minacciate o rare possono fare da richiamo per un turismo di tipo responsabile. Così orsi, lupi e linci possono essere perni preziosi per l’organizzazione di soggiorni, che diventano occasioni per apprezzare con occhi diversi il territorio, scoprire abitudini e comportamenti di queste specie, e comprendere quale ruolo insostituibile ricoprano in un ecosistema. Spicca l’esempio di Dolomiti Living, operatore del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, che ha organizzato “7 giorni da orso”, un soggiorno di una settimana per conoscere i luoghi frequentati da questo grande mammifero.

E poi, comunque, ci sono tanti altri modi per vivere una bella vacanza sulla neve senza sci. Facendo passeggiate con le ciaspole, ad esempio, le racchette da neve che permettono di camminare anche sul manto non battuto. Ti consentono di godere appieno di paesaggi mozzafiato, e in alcune località organizzano anche ciaspolate serali, quando a illuminare il cammino è la luce della luna piena.

Valeria Nervegna

Foto: newspettacolo.com – befan.it

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