Tempo di imparare di Valeria Parrella: crescere insieme a un figlio

Tempo di imparare, il nuovo romanzo di Valeria Parrella, racconta la difficoltà di crescere insieme al proprio figlio, diverso agli occhi del mondo

Tempo di imparare, la copertina del libro

Tempo di imparare, la copertina del libro

A che età si smette di imparare e si diventa dei semplici e meri educatori? La rubrica Un libro per piccoli lettori prova a rispondere a questo interrogativo tramite le parole di Valeria Parrella in Tempo di imparare. L’obiettivo è quello di mostrare la specialità di ogni singolo bambino, bellezza e felicità di ogni madre e, soprattutto, persona da far crescere ma da cui prendere esempio per migliorarsi quotidianamente. La rubrica propone questo intimo romanzo per abbracciare le difficoltà di chi vive ogni giorno accanto alla diversità del proprio bambino, mostrandone ed elogiandone il coraggio e la straordinarietà.

STORIA DI UNA MADRE E DI UN FIGLIO – Una donna e suo figlio Arturo vivono nelle pagine di questo romanzo che racconta, in modo semplice e poetico, la loro quotidianità; una quotidianità diversa dalla tradizione familiare, fatta di difficoltà, visite mediche e neurologiche e ostacoli da affrontare in ogni singolo momento perché Arturo è affetto da una disabilità. È da questo punto fermo che parte l’esistenza dei due, costretti ad accettare e superare questo scoglio che pare intramontabile, soprattutto in un mondo lento e poco sensibile alle esigenze di tutti. Imparare è l’unica via di uscita e ogni giorno è il momento giusto per comprendere qualcosa di nuovo; madre e figlio diventano, intercambiabilmente, maestri ed allievi, imparando a confidarsi e a scambiarsi le reciproche conoscenze. La mamma insegna ad Arturo la tecnica della vita, come muoversi, come legare i lacci delle scarpe, come affrontare le molteplici peripezie da affrontare; lui le insegna a guardare il mondo da una prospettiva nuova, diversa e, soprattutto, le insegna ad accettarlo e ad amarlo nella sua complessità. Il rapporto tra madre e figlio è descritto con un’incredibile intimità, complice l’espediente stilistico di scrivere il romanzo completamente in prima persona, come fosse un diario personale, assicurando l’immedesimazione del lettore. La lotta della madre inizia dal principio, divisa tra asili e Asl per capire quale fosse la lettera corrispondente alla disabilità di Arturo, al fine di affiancarlo nella difficile conquista della crescita. Il racconto si suddivide così tra momenti necessari e difficoltosi, come le strazianti visite mediche, non aiutate dalla lentezza burocratica e dall’inciviltà del sistema, e paesaggi, giochi e mostre da vedere, per permettere ad Arturo di godersi la sua infanzia, non solo fatta di ospedali.

IMPARARE A CONVIVERE CON LA DIVERSITÁ - L’autrice non si nasconde dietro facili moralismi e mostra, nella sua interezza, il dramma vissuto dalla donna, anche nel rifiuto iniziale dell’handicap del figlio e nella paura di non farcela ad accettare una situazione non prevista, «E io mi preparo. La mattina faccio la cartella: elmetto, e mela per la merenda. Fucile e quaderno a quadretti grandi. Marca da bollo e penna con l’impugnatura facilitata. Vestito buono e cuore cattivo. Mi preparo – ma accettare, quello ancora non riesco», sono le parole della protagonista, nella difficile fase iniziale. Ed è in questo momento che Valeria Parrella risponde, con una straziante e spiazzante semplicità, alla domanda iniziale, mostrando come in ogni momento una madre impara dal proprio bambino. Nel caso specifico la madre di Arturo impara ad amare nuovamente, impara a convivere con le difficoltà del figlio, impara ad accettare tutto quello che ha, apprezzandone la specialità e, soprattutto, impara a vivere e a costruire la felicità. Il libro, nudo e reale fino allo stremo, è scritto con una tale naturalezza da permettere al lettore di vivere tramite esso, riuscendo così a diventare esso stesso allievo di Arturo. Tempo di imparare, con il suo esaustivo titolo, scandisce le battute ritmiche di un reciproco apprendimento, concludendosi con un’inevitabile maturazione di entrambi i protagonisti, che potranno finalmente definirsi completi e guardarsi a distanza come una madre e un figlio diventati adulti. Nonostante la storia abbia come protagonisti due specifici personaggi, Valeria Parrella dirige il suo romanzo riuscendo a descrivere la normalità della vita, incombendo in difficoltà e antipatie quotidiane che tutti i lettori di questo libro avranno incontrato; ad esempio la scelta della scuola ricade su quella in cui «all’insegnante con cui parlavo squillò due volte il cellulare e non rispose», afferma convintamente la madre richiamando alla mente del lettore episodi similari; ed è proprio in questa storia, dove la normalità sembra essere del tutto assente, che questa risplende e riempie il romanzo.

Valeria Parrella, l'autrice

Valeria Parrella, l’autrice

LA PAROLA HANDICAP - La penna di Valeria Parrella è modesta e non si autoelegge ad insegnante ed educatrice del pubblico, ma riesce lo stesso a far riflettere su temi essenziali. Inoltre concentra il suo lavoro e la sua attenzione sull’uso delle parole che appaiono forti ed adeguate, concedendosi una lodevole riflessione sull’utilizzo del termine handicap: «Sì: il sistema, si può dire, genera l’handicap. In questo libro io uso la parola disabilità perché ha un precedente letterario imprescindibile in Giuseppe Pontiggia di Nati due volte, e la parola inglese handicap che è il gap il salto che la società, la politica, le strutture che circondano una persona disabile non riescono a colmare. Una volta a Copenaghen, alla fermata di una metro (sette linee di metro, non due) c’era un signore su sedia a rotelle. Quando il treno si è fermato dal vagone si è aperta una passerella e la capotreno è scesa, ha controllato che il passeggero salisse agevolmente, ha chiuso le porte e sono ripartiti. Ci hanno messo meno di un minuto. Lì c’era una disabilità, ma non un handicap».

Tempo di imparare diventa così un romanzo necessario per la ricchezza espressiva e tematica, le cui pagine scorrono con l’estrema facilità con cui una madre si ritrova ad amare il proprio figlio, nonostante tutto.

Alessia Telesca

Tempo di imparare Valeria Parrella 2014, Einaudi editore pp. 136 € 17,00

foto: blog.leiweb.it; favoritethings.it

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Una risposta a Tempo di imparare di Valeria Parrella: crescere insieme a un figlio

  1. avatar
    patrizia 28/01/2014 a 00:10

    Una recensione che fa venire voglia di correre in libreria…..

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