Tempesta solare sulla Terra: maggiori rischi per le regioni polari

Rischio di tempesta solare nel prossimo decennio

Rischio di tempesta solare nel prossimo decennio

Da diversi giorni si discute a proposito di una super tempesta solare che colpirà il pianeta Terra; l’arrivo di tale tempesta sembra essere certo e prima o poi il nostro pianeta sarà invaso da una grande ondata di elettricità, anche se non è possibile stabilire una data esatta per tale arrivo.

POSSIBILI DANNI DELLA TEMPESTA - Ciò che si sa con quasi estrema certezza è il danno che la tempesta solare provocherà al continente terrestre, ovvero una diffusa ondata di blackout e notevoli danni alle reti di comunicazione e ai satelliti Gps; a tal fine i ricercatori della task force SolarMax hanno tempestivamente lanciato un appello ai Governi internazionali affinché tengano sotto controllo il problema e inizino ad adottare misure precauzionali per far fronte al problema. Ashley Dale, portavoce della SolarMax, esplica con grande chiarezza i possibili effetti della tempesta solare, i quali potrebbero assumere connotati davvero catastrofici e duraturi, rischiando di paralizzare l’intero sistema di comunicazione mondiale, quello dei trasporti e quello delle reti elettriche.

PREVISTO PER IL PROSSIMO DECENNIO - L’evento sembra essere imminente e potrebbe presentarsi nel prossimo decennio solare; come spiega sempre Ashley Dale la tempesta solare, in quanto evento naturale della stella che riscalda il pianeta Terra, è impossibile da evitare e si ripete in media ogni 150 anni. L’ultima super tempesta registrata avvenne nel 1859 e assunse il nome di evento Carrington, assumendo il nome dell’astronomo inglese che la individuò: sembra quindi che il Sole sia in ritardo di circa cinque anni e la probabilità che la tempesta arrivi nel prossimo decennio è di circa il 12 percento.

COS’È UNA TEMPESTA SOLARE – Le tempeste solari sono dei violenti scoppi, causati dalle eruzioni che avvengono sulla superficie della stella solare, accompagnate dalle espulsioni di massa coronale (CME). Sono eventi ad altissimo contenuto energetico, tali da essere definiti come i più energetici del sistema solare, i quali coinvolgono inevitabilmente campi magnetici che vengono espulsi dalla superficie solare verso lo spazio circostante, invadendo tutto ciò che si trova sulla traiettoria. La quantità energetica prodotta da una super tempesta solare, testimoniano gli scienziati della SolarMax, è pari a quella che scatenerebbe il lancio di circa 10 miliardi di bombe nucleari, e potrebbe causare danni notevoli alle reti comunicative mondiali; proprio per questo motivo, affermano gli studiosi, la scelta migliore è quella di preservare l’integrità dei servizi e delle infrastrutture, prevenendo così grossi danni.

L’INTERESSE DELL’ITALIA - In Italia è nato il gruppo Swic (Space Weather Italian Community), il cui obiettivo è proprio quello di collaborare e comunicare con le reti europee. Massimo Messerotti, membro del consiglio direttivo della Swic, è però scettico sugli scenari apocalittici previsti dalla SolarMax e afferma che «non ci sono elementi per dire se arriverà a breve o fra 100 anni. Sappiamo che si verificherà, ma non siamo in grado di dire quando. L’importante è essere preparati ad affrontare questi eventi estremi».

Le aurore sono causate dall'interazione tra gli sciami di particelle e i campi magnetici dei poli

Le aurore sono causate dall’interazione tra gli sciami di particelle e i campi magnetici dei poli

MAGGIORE INTENSITÀ NELLE REGIONI POLARI - Ciò che invece sembra essere certo è che la tempesta solare non sarà violenta in tutte le zone della Terra e i maggiori rischi sono a carico delle zone più vicino ai due poli, mentre le latitudini medie saranno meno interessate: «l’Europa occidentale e quella meridionale, compresa l’Italia, non sono di norma interessate in modo significativo» afferma lo stesso Massimo Messerotti; l’unico rischio potrebbe essere quello del «malfunzionamento dei sistemi di navigazione e localizzazione Gps, perché i segnali radio dai satelliti Gps vengono disturbati dalla ionosfera perturbata e da forti emissioni radio del Sole». Nelle zone polari infatti la configurazione del campo magnetico ha un’intensità differente, tale da far penetrare con maggiore facilità gli sciami di particelle che provengono direttamente dal Sole; l’effetto di tale penetrazione e dell’interazione di queste con il campo magnetico è la causa dello spettacolare evento delle aurore.

Alessia Telesca

foto: passionetecno.com; fanpage.it

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