Telecom declassata, Moody’s la considera “spazzatura”

Telecom Italia, la cui possibile vendita alla spagnola Telefonica ha scatenato una reazione quasi unanime

Telecom Italia, la cui possibile vendita alla spagnola Telefonica ha scatenato una reazione quasi unanime

Roma – Il titolo azionario di Telecom è stato declassato, nella serata di ieri, dall’agenzia di rating Moody’s, che ha portato la valutazione sulla principale compagnia di telecomunicazioni italiana da Baa3 (media qualità, qualche elemento speculativo, rischio d’insolvenza medio) a Ba1, vale a dire sotto la soglia del “non investimento”, o speculative grade. Si tratta, in sostanza, della valutazione “spazzatura”, con la quale gli investitori sono convinti a non acquistare titoli del gruppo e, se in possesso di questi, di venderli quanto prima.

«Non appare più probabile un miglioramento della qualità del credo di Telecom Italia», spiega l’agenzia statunitense, che conferma l’outlook negativo sulla possibilità di una ristrutturazione del debito dell’azienda. «Il downgrade – aggiunge la nota – si spiega innanzitutto con le recenti dimissioni del Ceo del gruppo che riflette una mancanza di sostegno degli azionisti per un aumento di capitale».

Il riferimento è alle dimissioni di Bernabè, che hanno reso ancora più debole l’azienda, dopo le speculazioni su una vendita del pacchetto azionario di maggioranza alla compagnia iberica Telefonica, che porterebbe il controllo dell’infrastruttura delle comunicazioni telefoniche e internet in mano straniera, una possibilità che ha incontrato l’opposizione netta di investitori e politici.

La risposta di Telecom non si è fatta attendere, anche per rassicurare gli investitori sulla solidità del gruppo. In una nota pubblicata sul sito ufficiale dell’azienda, e inviata a mezzo stampa, si legge: «Il gruppo è solido a livello industriale e finanziario. C’è una forte generazione di cassa, un margine di liquidità per 12,8 miliardi di euro e redditività tra le più alte del comparto».

Insieme alla crisi di Alitalia, gli scenari che coinvolgono Telecom confermano la particolare situazione di crisi dell’economia italiana, incapace di fronteggiare gli scenari globali con decisione, e che invece preferisce dismettere a favore di investitori stranieri pur di ottenere liquidità. Una scelta che negli anni renderà gli asset strategici sempre meno disponibili, e il Paese sempre più debole.

Stefano Maria Meconi

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