Tel Aviv: attentato su un autobus in centro

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Bomba palestinese su un autobus a Tel Aviv

Tel Aviv – Dalla notte senza tregua al mattino di sangue. Una bomba è esplosa in mattinata su un autobus nel centro di Tel Aviv, provocando una ventina di feriti, di cui tre in gravi condizioni. Secondo fonti sanitarie nessuno sarebbe però in pericolo di vita. Si tratta del primo attentato a Tel Aviv dal 2006, quando un palestinese si fece esplodere presso una stazione degli autobus, uccidendo 11 persone.

L’attentato è avvenuto sul viale Shaul ha-Melech, una delle strade centrali di Tel Aviv, ed è stato rivendicato da Al Aqsa, ala militare della Jihad palestinese. Non si è trattato di un attentato suicida; qualcuno è salito sull’autobus, ha lasciato l’esplosivo a bordo, sotto uno dei sedili nella zona centrale del mezzo, e poi ha abbandonato il mezzo prima dell’esplosione. In tutta la città è caccia all’uomo. Secondo il sito del quotidiano Haaretz la polizia sarebbe in cerca di due sospettati, uno dei quali potrebbe essere una donna, come riferisce Al Arabija.

Hamas, che ha smentito un coinvolgimento diretto, ha elogiato l’accaduto: “se davvero si tratta di una operazione della nostra resistenza, ce ne felicitiamo” ha commentato l’organizzazione palestinese, spiegando tramite il portavoce Sami Abu Zouhri che “Hamas benedice l’attacco e lo considera come una risposta naturale ai massacri israeliani a Gaza”.
Dall’Iran arrivano voci di sostegno alla lotta palestinese; il presidente del Parlamento iraniano Ali Larijani ha confermato l’invio di aiuti militari in Palestina, senza fornire ulteriori precisazioni.

Israele ha replicato anche con due attacchi aerei, che avrebbero ucciso due persone nella zona nord della striscia di Gaza. La diplomazia è però al lavoro: l’arrivo del Segretario di stato Usa Hillary Clinton doveva servire a placare le acque in Medio Oriente ma la situazione sembra sempre più intricata. Sia la Casa Bianca che la Clinton hanno condannato l’attentato, mentre Giorgio Napolitano ha spiegato che “ribadiamo la nostra più ferma condanna nei confronti del terrorismo”. Il Papa ha quindi chiesto preghiere per la pace e spiegato che “odio e violenza non sono una soluzione per l’aggravarsi della violenza tra israeliani e palestinesi”.

Andrea Bosio

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