Tecnologia sostenibile: ecco le app per i disabili

HelpTalk è rivolto a persone con difficoltà di comunicazione orale o che comunicano attraverso la scrittura tramite l’aiuto di esperti o famigliari (foto da http://www.helptalk.mobi/)

Bologna – Il prossimo 10 aprile all’Apple Store di Via Rizzoli a Bologna, a partire dalle 14.30, la fondazione ASPHI presenterà una dimostrazione su come i nuovi dispositivi tecnologici, quali tablet, smartphone e iPhone, possano potenziare l’inclusione nella società delle persone disabili. L’evento è aperto a tutti, dagli studenti ai curiosi, dai rappresentanti delle associazioni a quelli delle istituzioni. Durante la manifestazione verranno provate applicazioni come iBooks per le persone ipovedenti, SpeakIt per le persone che hanno problemi di comunicazione orale, AudioNota per i bambini affetti da disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Lo scopo della dimostrazione è di diffondere il messaggio che ” la tecnologia deve essere per tutti”, quindi al servizio dell’autonomia e dell’inclusione sociale anche delle persone disabili. È l’avvento della tecnologia sostenibile.

La fondazione ASPHI è un’organizzazione trentennale che si occupa di informatica e disabilità e il cui obiettivo principale è quello di incoraggiare la partecipazione delle persone disabili in tutti i contesti di vita, attraverso l’uso della tecnologia ICT (Information and Communication Technology). L’originalità della filosofia sulla quale si basano il modo di pensare e di operare della fondazione sta nel non considerare la diversità dei disabili come assenza di aspirazioni o bisogni, ma nel comprendere che, per raggiungere un qualsiasi obiettivo, la persona disabile ha bisogno di un percorso, per così dire, speciale. E questo ”percorso speciale” può cominciare proprio a partire dalla tecnologia: infatti, spesso, queste persone hanno solo bisogno di dispositivi che colmino le loro mancanze, i loro deficit. Proprio l’utilizzo del computer attraverso l’impiego di applicazioni personalizzate, ha determinato la possibilità, per i disabili, di fare un salto in avanti nella scuola, nel lavoro, nel tempo libero e, più in generale, nell’accesso all’informazione e alla cultura.

Anche gli ausili che, solo vent’anni fa, non erano altro che costruzioni elementari che non risolvevano definitivamente i problemi, oggi sono diventati talmente sofisticati da risolvere positivamente anche le menomazioni  più gravi. Per esempio, esistono dispositivi in grado di controllare un intero appartamento per quel che riguarda l’accensione e lo spegnimento delle luci, della rubinetteria, dell’apertura e chiusura di porte e finestre, ecc., che una persona con gravi difficoltà motorie può gestire autonomamente. Gli ausili, quindi, e specialmente quelli creati negli ultimi 15 anni, permettono di ridurre la disabilità di queste persone, certo non del tutto, comunque in maniera evidente. Ciò consente loro di poter svolgere una vita ”normale”, sia a livello scolastico che lavorativo.

(foto da G3ict.org)

Ferdinando Acerbi è una persona disabile, ex olimpionico di equitazione. Dopo essere stato vittima di un incidente subacqueo si è trovato a fare i conti con le limitazioni della vita da disabile. Senza perdersi d’animo, ha pensato bene di creare un’app per smartphone, la Henable ZTL. Quest’app consente di comunicare con l’amministrazione pubblica di ben 150 comuni, in modo da poter sbrigare qualunque atto burocratico direttamente attraverso il proprio smartphone. Un’altra app è MovieReading, che consente ai sordi di leggere i sottotitoli al cinema. In pratica, un particolare software sullo smartphone riconosce le onde sonore sintonizzando i film coi sottotitoli direttamente sul dispositivo. Un’applicazione che potrebbe interessare in futuro anche gli stranieri perché permetterebbe loro di vedere i film immediatamente in traduzione. Poi c’è Help Talk: l’app nata per chi ha problemi di comunicazione orale. L’applicazione consente di ascoltare il messaggio rappresentato dalle immagini e da un breve testo e consente anche alle persone straniere che parlano un’altra lingua di farsi capire. Quando l’utente tocca l’icona d’interesse, il dispositivo pronuncia il messaggio da essa rappresentato, permettendone la sua trasmissione a tutti e, quindi, permettendo la comunicazione. Recentemente quest’app è stata acquistata dalla Vodafone, interessata proprio a sviluppare tecnologie volte a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità.

Di questo genere di applicazioni ne esistono già parecchie e molte altre ne verranno create nel futuro. Il messaggio è chiaro: a dispetto della crisi globale e dell’individualismo dirompente degli ultimi anni, sembra che si stia sviluppando una nuova tecnologia sostenibile, a favore dell’inclusione sociale delle persone disabili e non, di tutte quelle persone, insomma, considerate fino ad oggi invisibili dal resto della comunità di appartenenza.

Mariangela Campo

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