Teatro, in scena a Roma i diversamente abili

Una scena di "La leggenda di Fizcarraldo"

Una scena di "La leggenda di Fizcarraldo"

Roma – Tossicodipendenti minori, portatori di handicap o diversamente abili, reclusi minori da integrare nel tessuto sociale, anziani abbandonati, giovani isolati e disagiati. Sono i protagonisti di un percorso di re-inserimento nel tessuto sociale attraverso un progetto teatrale “In scena diversamente abili”, strutturato come una sorta di laboratorio. Quest’ultimo ha lo scopo di valorizzare il grande patrimonio umano e creativo sommerso che c’è dentro ognuno di noi, di risvegliare attitudini nascoste o sconosciute  capaci di avvicinare l’uomo all’uomo, e l’uomo alla sua storia.

Sono due i laboratori che hanno previsto la presenza sia di persone con handicap, sia di individui normodotati, come ad esempio i giovani. “In scena diversamente abili” si terrà mercoledì 28 settembre alle ore 20.45 al Teatro Quirino di Roma. Il titolo di questo laboratorio deriva dal nome del progetto nel suo complesso per il valore oltre che concreto, anche fortemente emblematico, aperto a giovani attori e non, appartenenti a diverse razze, che vogliono scoprire e affermare, attraverso il teatro, la loro identità culturale e scoprire quella dei propri compagni di esperienza. Non c’è un testo predefinito, ma un lavoro che concretamente si è sviluppato durante il laboratorio, sulla base di improvvisazioni, di proposte di materiali teatrali musicali e poetici che i partecipanti stessi hanno presentato o prodotto. Il testo finale è il frutto di questa ricerca e costituisce l’identità del gruppo nel suo complesso.

E’ un viaggio che ognuno dei partecipanti ha compiuto all’interno di sé stesso e  della propria identità culturale, per condividerla, in una sorta di scambio, con i propri compagni di percorso. Valori come fratellanza, intesa e comunicazione fra razze e genti diverse, sono emersi con forza dal lavoro di laboratorio. Sono presenti nel gruppo di lavoro giovani arabi e israeliani che dimostrano, attraverso la loro testimonianza, la possibilità della convivenza e della pace fra i popoli.

“La leggenda di Fiztzcarraldo” è il secondo appuntamento teatrale, con i detenuti attori della Sezione G8 della Casa Circondariale di Rebibbia N.C. Lo spettacolo andrà in scena venerdì 30 settembre sempre al Teatro Quirino. Lo spettacolo racconta l’epopea dell’avventuriero irlandese Brian Sweeny Fitzgerald, detto Fitzcarraldo, vissuto tra fine dell’800 e i primi del 900, che perseguì il folle progetto di costruire un teatro dell’Opera in mezzo alla foresta amazzonica. Spinto da questo irrinunciabile sogno, il temerario imprenditore ingaggia un equipaggio di squattrinati marinai alla ventura. L’impresa li porta attraverso territori ancora inesplorati e diventa subito romanzo picaresco, letteratura di viaggio, tra epica e teatro. Lo spettacolo vuole essere una metafora dell’aspirazione a contaminare un luogo ancora per tanti versi “inesplorato” come il carcere, attraverso la poesia e la bellezza.

Per gli attori non c’è solo il teatro che esalta le funzioni sociali, ma è la società stessa che può trarre da questa esperienza stimoli e insegnamenti. Questo processo ha trovato gli strumenti adeguati per svilupparsi con i giusti interlocutori: sia  in campo sociale con strutture pubbliche, asl, assistenti sociali, dirigenti di penitenziari di cura; sia in quello artistico con attori, registi e soprattutto conduttori dei laboratori esperti di recitazione, danza, musica che hanno saputo portare a compimento un’esperienza forte ma anche molto delicata.

Il Teatro Quirino Vittorio Gassman, di cui è presidente Geppy Gleijeses e parte attiva del progetto, vuole esaltare la sua funzione sociale e culturale  ponendosi come punto di riferimento  per la città e il suo territorio. Sono due spettacoli particolari, interessanti e ad ingresso libero, approfittiamone e andiamoli a vedere!

 Chiara Campanella

 

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