Tè e caffè per prevenire il diabete

Le tue tazze di caffè quotidiane posso essere più salutari di quello che pensi. Lo afferma una nuova ricerca condotta al George Institute For International Health dell’Università di Sidney in Australia

di Claudia Vallini

ptit dej 3Le virtù benefiche di tè o caffè aiutano a ridurre di circa il 25% il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 o diabete mellito, la forma più diffusa che, si stima, nel 2025 colpirà circa 380 milioni di persone.

La crescente diffusione della malattia spiega l’importanza del risultato della ricerca condotta in Australia. Gli scienziati del George Institute hanno condotto la ricerca su un campione di circa 450.000 persone incrociando i dati di 18 studi diversi. I risultati emersi dalla ricerca Archives of Internal Medicine dell’American Medical Association potrebbero aiutare milioni di persone che hanno il diabete o sono a rischio.

I benefici derivanti dall’assunzione di tè o caffè non sembrano però essere legati alla caffeina in quanto la ricerca ha mostrato  che anche chi assumeva bevande prive di tale sostanza ha presentato una uguale diminuzione del rischio. Ogni tazza di tè o caffè riduce quindi del 7% il rischio di sviluppare la malattia. Ulteriori benefici potrebbero derivare anche da una maggiore attività fisica, dal controllo del peso forma e dal privilegiare sostanze dalle note virtù benefiche come il tè verde.

Il diabete di tipo 2 (diabete mellito non insulino-dipendente) è una malattia cronica caratterizzata da iperglicemia, cioè da un aumento degli zuccheri presenti nel sangue, causata da una secrezione di insulina da parte del pancreas inadeguata al fabbisogno giornaliero. L’insorgenza di questa malattia è data dal concatenarsi di fattori genetici e di fattori acquisiti quali l’età, la dieta, il sovrappeso e l’obesità, la ridotta attività fisica, l’abuso di alcol, lo stress e i farmaci.

L’aumento dell’incidenza della malattia sembra dunque essere legato ad un’alimentazione eccessiva e alla sedentarietà,  caratteristiche della società moderna. Le complicanze che questa malattia può comportare sono malattie cardiovascolari, retinopatie diabetiche, progressivo deterioramento dei reni, ictus, ipertensione, dolori e ulcere agli arti, maggiore predisposizione alle infezioni cutanee anche gravi. A differenza del diabete mellito di tipo1 che necessita di terapia insulinica e la cui insorgenza è legata soprattutto a  fattori genetici e immunitari,  il diabete mellito di tipo 2 viene trattato con diete povere di grassi, antidiabetici orali e solo raramente con trattamenti insulinici.

Dal momento che altri fattori potrebbero avere influito sul risultato della ricerca, come l’età o la forma fisica, per il momento non avrebbe comunque senso modificare le nostre abitudini, ma potremmo sorseggiare la nostra tazza di tè o caffè con molto più gusto di prima.

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