Tav: ancora scontri in Val di Susa

ROMA – Ammonta ad 11 il numero di feriti in seguito ai rinnovati scontri in Val di Susa, tutti appartenenti al corpo di Polizia. Anche i No Tav, però, rivendicano una ventina di persone colpite, ma non refertate.

Per i poliziotti rimasti colpiti si tratta di una prognosi che non si spinge oltre i 15 giorni. I No Tav, dal proprio conto, lamentano escoriazioni e problemi agli occhi a causa dei lacrimogeni usati dalla polizia.

Il capo della Digos di Torino, Giuseppe Petronzi, colpito da una bomba carta, è stato dimesso nel primo pomeriggio dall’ospedale. Intanto il sindacato di polizia Sap chiede l’invio dell’esercito presso il cantiere Tav.

Si è espresso in merito il ministro dell’interno Annamaria Cancellieri, indignata per quanto accaduto e completamente solidale con le forze dell’ordine: «Quello che è successo la notte scorsa in Val di Susa – sostiene il ministro – non è una manifestazione di dissenso. È violenza. Violenza allo stato puro che non ha nulla a che fare con i problemi della costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione».

Quanto alle forze dell’ordine, la Cancellieri sostiene che «pur in una situazione molto delicata, hanno svolto bene il loro compito pagando anche un alto prezzo. Lo Stato non si farà intimidire».

Stefano Gallone

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