Tarantini. Da Bari un nuovo filone: appalti a Finmeccanica

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Gianpaolo Tarantini

Bari – Si aprono nuovi filoni dell’inchiesta di Bari sul caso Tarantini/Lavitola, che vede il premier, Silvio Berlusconi, chiamato in causa come parte lesa.

L’ultimo braccio dell’inchiesta riguarderebbe una dozzina di appalti pilotati, l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta e l’attenzione degli inquirenti sulle attività di alcuni manager di Finmeccanica.

La procura di Bari, sembra non terminare mai le indagini su Gianpaolo Tarantini, il faccendiere che avrebbe procurato escort e ragazze al presidente Berlusconi per i party di Arcore tra il 2008 e il 2009.

Ora, la procura barese ha aperto in nuovo fascicolo che prende in esame presunti rapporti criminali tra il “Gianpi” e l’imprenditore pugliese, Enrico Intini, per la gestione di alcuni appalti in cambio di un contratto annuale di 150mila euro.

In molti casi, dicono i pm, si sarebbe trattato della realizzazione di opere tecnologiche per la Protezione Civile curate dalla neonata società Sel Proc del gruppo Finmeccanica.

Negli atti della procura, si parla di almeno 12 appalti per un giro di denaro di 51 milioni di euro ma nessuno di questi è stato mai aggiudicato ad Intini, il quale – secondo le ipotesi della procura – avrebbe dovuto partecipare alle gare, in ragione della mediazione di Tarantini che, a sua volta, si faceva forte del rapporto confidenziale con Berlusconi.

Malgrado l’assenza di indizi, i pm baresi continuano nell’indagine sugli appalti e ad essi, potrebbero presto aggiungersi altre 6 procure interessate alle gare d’asta per l’ampliamento della Rete Isoradio, autostrade A24/A25/A14 ed altri raccordi del valore di 2,3 milioni.

Appalti -  Tre contratti da 7,8 milioni per la fornitura di strutture per l’emergenza derivante da terremoti e il terzo per l’acquisto di strumenti di radiolocalizazione dei mezzi terrestri e delle persone della Protezione Civile.

Un altro è l’appalto da 22,7 milioni per la costruzione della dorsale in ponte radio della Protezione civile ed, ancora, uno per la fornitura di beni e servizi per il G8 dell’Aquila da 17,8 milioni.

La nuova indagine è confermata dal provvedimento di stralcio contenuto nelle carte dell’inchiesta sulle escort.

Solo 3 righe sottoscritte dai pm Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis per notificare che si sta procedendo, in sede separata, ad un altro filone giudiziario nel tentativo di accertare i reati di associazione a delinquere, finalizzata alla turbativa d’asta. Non è detto, tuttavia, chi sono e quanti sono gli indagati. Tutto quello che si può evincere dagli atti sono nuove investigazioni sulla base delle intercettazioni raccolte per l’inchiesta “escort”.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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