Tagli alla sanità: Renzi ci prova ma le Regioni attaccano

Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino, presidente della Regione Piemonte e della Conferenza delle Regioni

Sergio Chiamparino, ex sindaco di Torino, presidente della Regione Piemonte e della Conferenza delle Regioni

Roma – «Con il governo abbiamo firmato un accordo a inizio agosto in cui ci impegniamo a rispettare il patto per la salute, che vuol dire riorganizzare, modernizzare e risparmiare su ciò che riguarda il servizio sanitario nazionale. Dall’altre parte, però, c’è stato un ritardo del fondo, che ammonta a 109 miliardi di euro, con un aumento di 2 miliardi circa negli anni 2015 e 2016. Ma se una delle due parti viene meno all’accordo, il patto si rompe e vengono meno quei rapporti di fiducia e di collaborazione che invece, noi rappresentanti delle Regioni, vorremmo proseguire».

Queste le parole di Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni e del Piemonte, intervistato da Laura Pertici per Repubblica, il quale ha fatto anche sapere di aver inviato una lettera al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, nella quale si chiede di mantenere le promesse fatte lo scorso 5 agosto, in quanto tagliare i fondi alla sanità equivarrebbe a tagliare l’assistenza al pubblico.

Il premier Matteo RenziTAGLI ALLA SANITA’ PER TRE MILIARDI DI EURO – La rivolta delle Regioni è arrivata in concomitanza con la proposta –  non definitiva – del premier Matteo Renzi di ridurre la spesa nella sanità pubblica italiana per 3 miliardi di euro. Proposta discussa ieri dal’esecutivo Renzi all’interno di una delle riunioni sulla spending review dei ministeri, che si sta rivelando molto più complessa del previsto.

A opporsi a questi tagli anche il ministro Lorenzin, che dichiara di essere disposta a intervenire sul suo dicastero con un taglio del 3 percento, che equivarrebbe a circa 40 milioni di euro, cifra importante ma ben lontana da quella desiderata dal premier, senza però mettere in discussione il fondo pattuito ad agosto per il servizio sanitario nazionale dei 109 miliardi di euro promessi dal governo.

LE REGIONI DICONO NO – Queste le parole del governatore del Veneto, Luca Zaia: «Provino a tagliare un solo euro alla sanità veneta e mi troveranno personalmente steso di traverso sulla strada che vogliono percorrere di distruzione della sanità in Italia, in particolare dove, come in Veneto, ogni euro risparmiabile è già stato risparmiato senza aspettare i superesperti di turno. Qui da noi ridurre ancora la spesa equivarrebbe inevitabilmente a tagliare l’assistenza agli utenti. Ci pensino bene, prima che possa mettersi in moto una vera rivolta».

 

E dalla Lombardia, Roberto Maroni twitta: «Spero davvero che il governo non tagli i fondi della sanità in Lombardia: sarebbe una dichiarazione di guerra».

Anche Stefano Caldoro, governatore della Campania, commenta: «Nessuno si sottrae alla lotta agli sprechi e alla riorganizzazione e modernizzazione della sanità pubblica, ma cosa diversa sono i tagli dopo che erano stati siglati precisi accordi».

RENZI CI HA PROVATO – Dopo aver preso atto del malumore che l’eventuale decisione di un nuovo taglio alla sanità ha provocato ai governatori delle Regioni, da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che «nessuno vuole tagliare la sanità, ma nessuno vuole gli sprechi».

Beatrice Lorenzin, ministro della Salute

Beatrice Lorenzin, ministro della Salute

Una smentita, anche se solo a mezzo stampa e senza alcuna fonte ufficiale, di cui Chiamparino prende atto con soddisfazione, affermando che è stato un bene porre il problema, e concludendo: «Voglio chiarire che un conto è se si dice che bisogna risparmiare nella sanità attraverso la riorganizzazione e modernizzazione, e su questo noi ci siamo impegnati sottoscrivendo il Patto per la Salute. Se invece si vuole ridurre il fondo sanitario, allora questo incontrerebbe la nostra opposizione».

Ma la Cgil non si fida affatto: «La smentita dell’esecutivo non è propriamente una smentita quindi non ci rassicura» hanno affermato ieri sera Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil, e Stefano Cecconi, responsabile delle politiche della Salute. E sottolineano che «aggiungere ai 30 miliardi di tagli già effettuati sulla sanità gli anni passati un ulteriore 3 percento – come proposto dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin –  sarebbe assolutamente insostenibile. Una scelta di questo tipo equivarrebbe alla decisione di non assicurare più i livelli essenziali di assistenza».

Mariangela Campo

@MariCampo81

Foto: www.google.com

 

 

 

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